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6 settembre 2026

Iran-Usa, scambio di attacchi navali nello Stretto di Hormuz

Iran-Usa, scambio di attacchi navali nello Stretto di Hormuz
Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito portaerei e cacciatorpediniere USA. Washington risponde affondando tre petroliere iraniane.
La notizia

Le forze statunitensi e iraniane hanno ingaggiato un nuovo, pericoloso scambio di attacchi nelle acque attorno all'Iran. Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) affermano di aver lanciato missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere della Marina americana, sostenendo di averli danneggiati e costretti a ritirarsi dalla zona.

In risposta, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato di aver colpito e distrutto tre petroliere iraniane cariche di greggio. Uno degli attacchi è avvenuto al largo dell'isola di Kharg, vicino a un hub chiave per l'esportazione di petrolio iraniano. L'ammiraglio Brad Cooper, capo del CENTCOM, ha avvertito l'IRGC: "Se sparate a due delle nostre navi, imporremo un costo economico ancora più alto, eliminando tre delle vostre".

L'Iran ha condannato gli attacchi americani definendoli "azioni illegali e aggressive" e ha minacciato ritorsioni "più severe" contro le navi da guerra USA se le ostilità continueranno.


Il contesto

Lo scontro navale di sabato rappresenta una pericolosa escalation in un conflitto che prosegue da febbraio 2026, quando Stati Uniti e Israele lanciarono attacchi contro l'Iran. Il teatro principale della tensione è lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico attraverso cui, prima della guerra, transitava un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

L'Iran ha mantenuto una stretta sul traffico nello Stretto, mentre Washington ha risposto imponendo un blocco navale ai porti iraniani. Questo braccio di ferro ha già provocato forti ripercussioni sull'economia iraniana, dipendente dalle esportazioni di greggio, e preoccupazioni per le forniture energetiche globali, con il prezzo del Brent che ha toccato nuovi massimi.

La situazione si inserisce in un contesto politico interno delicato per gli USA, con le elezioni di metà mandato previste a novembre e una guerra che si rivela sempre più impopolare. L'amministrazione americana, attraverso sanzioni e pressioni economiche descritte come "asfissia economica", cerca di intensificare la pressione su Teheran per far cessare il blocco iraniano dello Stretto.

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