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6 settembre 2026

Caldo anomalo slitta l'apertura delle scuole al Sud

Caldo anomalo slitta l'apertura delle scuole al Sud
Comuni rinviano la prima campanella per il caldo estremo. A Rosolini (SR) stop fino al 21 settembre, a San Severo (FG) cancellati gli anticipi.
La notizia

Il caldo anomalo di inizio settembre sta costringendo i primi Comuni italiani a rivedere il calendario scolastico. A Rosolini, nel Siracusano, il sindaco ha disposto la chiusura di tutti i plessi dal 15 al 18 settembre, spostando la prima campanella a lunedì 21. L'ordinanza cita la persistenza di condizioni di caldo eccezionale e la mancanza di adeguati sistemi di climatizzazione nelle aule.

A San Severo, nel Foggiano, il commissario straordinario ha uniformato al 14 settembre l'apertura delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Vengono così cancellati gli anticipi (all'8 o al 10 settembre) che tre istituti avevano programmato. La decisione è motivata dalle temperature previste ancora molto elevate e dagli edifici privi di condizionamento.

Non esiste alcun rinvio nazionale. Altri Comuni, come Gallipoli e Stornara, hanno presentato richieste di flessibilità o posticipi, ma finora le Regioni interessate (Sicilia, Puglia, Calabria, Campania) hanno confermato le date di apertura previste, lasciando eventuali adattamenti all'autonomia locale.


Il contesto

Il problema delle scuole italiane non adeguate alle ondate di calore estive è emerso con forza già a giugno 2026, quando le cronache hanno riportato diversi malori tra studenti e insegnanti a causa delle temperature elevate nelle aule. Il dibattito pubblico si è acceso a inizio settembre, quando vari sindacati della scuola, tra cui la Cgil, hanno sollevato il problema chiedendo un rinvio generalizzato dell'inizio dell'anno scolastico. La questione di fondo è la mancanza di adeguati sistemi di climatizzazione: secondo dati citati, solo il 7,5% degli istituti scolastici italiani ne è dotato.

I protagonisti sono molteplici: da un lato i sindacati (Cgil, Flc Cgil, Fillea Cgil, Anief) che chiedono interventi strutturali; dall'altro il Ministero dell'Istruzione, che a giugno aveva annunciato di essere al lavoro sul problema e ha poi stanziato 20 milioni per dispositivi di raffrescamento. Gli Enti Locali (Comuni, Province) lamentano però di avere fondi insufficienti per adeguare gli edifici, molti dei quali datati e privi anche della predisposizione per impianti. Alcuni sindaci del Sud hanno iniziato a presentare richieste di flessibilità alle Regioni già nei primi giorni di settembre, prima delle decisioni ufficiali.

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