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Cronaca
6 settembre 2026

Sversamento di gasolio nel Naviglio Grande: chiazza oleosa di 28 km

Sversamento di gasolio nel Naviglio Grande: chiazza oleosa di 28 km
Una marea nera da Magenta a Milano, in corso i test per identificare il responsabile. Danni gravi alla fauna ittica.
La notizia

Una grave emergenza ambientale sta colpendo il Naviglio Grande, con una chiazza oleosa e maleodorante che si estende per 28 chilometri, dalla frazione Ponte Vecchio di Magenta fino alla Darsena di Milano. Il gasolio sversato ha già provocato danni alla fauna, come dimostra il cigno salvato ad Abbiategrasso con le piume imbrunite e appesantite dal combustibile.

Le operazioni di contenimento sono scattate immediatamente, con l'uso di panne assorbenti, la chiusura delle rogge irrigue per evitare la contaminazione dei terreni agricoli e lo stop alla navigazione. I tecnici dell'Arpa hanno prelevato campioni d'acqua per analizzarne la composizione degli idrocarburi, mentre vigili del fuoco e Protezione Civile lavorano incessantemente per bonificare il corso d'acqua.

Il vicesindaco di Magenta, Simone Gelli, ha lanciato un appello affinché il responsabile si costituisca, definendo l'atto come volontario e illegittimo. Le indagini si concentrano sulla pista dello sversamento deliberato, dopo che i controlli sull'oleodotto verso Malpensa non hanno rilevato perdite.


Il contesto

L'emergenza ambientale nel sistema dei Navigli lombardi ha origine da un incidente avvenuto venerdì 4 settembre 2026 nella frazione Ponte Nuovo di Magenta, a est di Milano. In questa zona, caratterizzata dalla presenza di un'ampia area industriale dismessa (ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di progetti di bonifica), si è verificato uno sversamento durante un intervento alla rete fognaria, intervento scattato proprio per il ripristino di un blocco della rete stessa. Non è chiaro come un grande quantitativo di sostanza oleosa si trovasse nelle fognature.

Il sistema idrico coinvolto comprende il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio di Bereguardo, corsi d'acqua gestiti dal Consorzio Est Ticino Villoresi, che insieme a Comune di Milano, Città Metropolitana, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) è tra i protagonisti della complessa operazione di contenimento. La zona è di grande valenza ambientale, attraversando il Parco Lombardo della Valle del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano, con risaie e aree naturalistiche. La situazione è stata complicata da un incendio divampato nell'ex area industriale di Ponte Nuovo nella notte tra mercoledì e giovedì precedenti lo sversamento.

Le prime operazioni di contenimento, con barriere galleggianti posizionate vicino ad Abbiategrasso, Trezzano sul Naviglio e Corsico, non sono riuscite a bloccare completamente l'avanzata della sostanza verso Milano. La chiazza, spinta dalla corrente, ha quindi raggiunto la Darsena, punto di confluenza dei navigli in città. Per proteggere l'agricoltura, sono state immediatamente chiuse le bocche delle rogge irrigue che alimentano le coltivazioni risicole. I danni ambientali, già segnalati nelle prime ore, riguardano principalmente la biodiversità, con la fauna ittica e gli uccelli acquatici colpiti dalla contaminazione.

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