24 indagati e 2 arresti per frodi informatiche che hanno sottratto 800mila euro a ignare vittime. I proventi finanziavano il clan camorristico.
I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri di Caserta e Milano, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone. Si tratta di Pasquale Corvino, 40 anni, e della compagna Angela Turco Cirillo, 43 anni, ritenuti rispettivamente promotore e collaboratrice dell'organizzazione.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno riguardato 24 soggetti e 38 episodi di truffa perpetrati tra gennaio 2018 e dicembre 2023. Alle vittime italiane sarebbero stati sottratti circa 800mila euro attraverso schemi di phishing, smishing e vishing. Circa il 40% dei proventi veniva consegnato in contanti al clan dei Casalesi.
L'origine di questa operazione risale alle indagini della Procura di Napoli - DDA su come il clan camorristico dei Casalesi, storicamente radicato in Campania, si finanziasse anche attraverso crimini informatici. I Casalesi sono una potente cosca della camorra, attiva da decenni in attività illecite tradizionali come estorsioni e traffico di droga.
A partire dal 2018, secondo le indagini, alcuni esponenti del clan avrebbero iniziato a collaborare con truffatori specializzati in frodi telematiche per diversificare le fonti di reddito. L'organizzazione smantellata operava tra Italia e Spagna, utilizzando tecniche sempre più sofisticate per accedere abusivamente a conti correnti. Tra gli indagati figura anche Nicola Sergio Kader, esponente della fazione Bidognetti del clan, e il collaboratore di giustizia Vincenzo D'Angelo, genero del boss Francesco Bidognetti, le cui dichiarazioni hanno contribuito a svelare il sistema.
Questo caso mostra l'evoluzione della criminalità organizzata, che integra metodi tradizionali con nuove tecnologie, espandendo la propria influenza oltre i confini regionali. Le conseguenze includono non solo il danno economico per le vittime, ma anche il rafforzamento della presenza camorristica attraverso il finanziamento di famiglie di detenuti e attività illecite.
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