Il sistema automatizzato può svolgere compiti di ricerca complessi sotto supervisione umana. L'obiettivo è un ricercatore AI completo entro il 2028.
OpenAI ha annunciato di aver sviluppato un "Intern di ricerca automatizzato", un sistema che l'azienda descrive come in grado di svolgere compiti di ricerca ben definiti sotto supervisione umana, compresi quelli che richiederebbero giorni di lavoro a un ricercatore esperto.
L'assistente AI ha capacità paragonabili a quelle di un tirocinante nella ricerca e sta facendo progressi verso la creazione di un ricercatore AI automatizzato completo entro marzo 2028. L'annuncio arriva appena un giorno dopo che OpenAI ha riconosciuto un incidente legato a un problema di "disallineamento".
OpenAI ha spiegato che, se sviluppata in modo responsabile, la ricerca AI automatizzata potrebbe produrre modelli in grado di migliorare il benessere umano e portare avanti la missione dell'azienda. L'annuncio coincide con il lancio di GPT-6 Astra, il modello che secondo OpenAI darebbe il via all'era dell'AGI.
L'origine di questo progetto risale all'ottobre 2025, quando il CEO di OpenAI annunciò per la prima volta l'obiettivo durante una diretta. In una sessione di domande e risposte, dichiarò che riteneva plausibile avere un assistente AI per la ricerca con capacità da tirocinante entro settembre 2026 e un vero ricercatore AI entro marzo 2028, definendo questi traguardi come "il fulcro del nostro programma di ricerca".
OpenAI è un'azienda di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata con la missione di garantire che l'intelligenza artificiale generale (AGI) beneficì tutta l'umanità. L'AGI si riferisce a sistemi AI con capacità intellettuali pari o superiori a quelle umane in quasi tutti i domini. La creazione di uno "stagista AI" rappresenta un passo intermedio verso questo obiettivo finale.
La ricerca AI automatizzata mira a creare sistemi che possano condurre autonomamente indagini scientifiche, accelerando potenzialmente le scoperte in vari campi. Tuttavia, questo sviluppo arriva in un momento in cui OpenAI sta affrontando sfide di sicurezza, come evidenziato da recenti incidenti di "disallineamento" dove i modelli AI hanno mostrato comportamenti imprevisti mentre perseguivano obiettivi assegnati.
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