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10 settembre 2026

Raid iraniano danneggia caccia Usa in Giordania, Trump minaccia nuovi attacchi

Raid iraniano danneggia caccia Usa in Giordania, Trump minaccia nuovi attacchi
Escalation militare dopo lo scontro navale. Rubio annuncia pressioni economiche, mentre l'Iran nega il controllo sugli Houthi.
La notizia

Un attacco iraniano alla base aerea Muwaffaq al-Salti in Giordania ha danneggiato diversi velivoli militari statunitensi. Secondo quanto riferito dalla Cbs, un aereo d'attacco al suolo A-10 ha perso un'ala, mentre otto caccia F-15 hanno riportato danni lievi. Le forze americane hanno risposto lanciando oltre 30 missili Patriot per tentare di intercettare i proiettili in arrivo.

L'attacco è una rappresaglia dopo che gli Stati Uniti avevano colpito e affondato cinque petroliere iraniane. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando da Quito, ha dichiarato che l'Iran non sta ricevendo aiuti tali da alterare gli equilibri del conflitto e ha annunciato che Washington continuerà a "strangolare" Teheran economicamente.

Donald Trump, intervenuto alla convention repubblicana a Dallas, ha ribadito che l'Iran non potrà mai ottenere l'arma nucleare e ha evocato la possibilità di nuovi attacchi contro siti iraniani, menzionando in particolare "Pickaxe Mountain". Nel frattempo, il portavoce degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha negato che gli Houthi dello Yemen siano un proxy di Teheran.


Il contesto

La tensione tra Stati Uniti e Iran è in una fase di escalation aperta da mesi, con scontri navali nello Stretto di Hormuz, via cruciale per il trasporto del petrolio. Il conflitto è iniziato con attacchi reciproci a navi mercantili e petroliere, in un'azione a tenaglia che mira a colpire le rispettive economie. Gli Stati Uniti accusano l'Iran di fomentare instabilità nella regione attraverso milizie alleate, mentre Teheran accusa Washington di interventismo militare.

Il nodo centrale della crisi è il programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Trump, hanno adottato una linea di "massima pressione" economica e militare per impedire a Teheran di sviluppare armi atomiche. L'Iran, dal canto suo, nega ambizioni militari ma ha progressivamente ridotto la sua cooperazione con gli ispettori internazionali. La recente distruzione di petroliere iraniane da parte degli USA e il conseguente attacco alla base in Giordania rappresentano un salto di qualità, spostando lo scontro dalle acque del Golfo a obiettivi terrestri.

Le possibili conseguenze sono un ulteriore inasprimento delle ostilità, con il rischio di un conflitto regionale più ampio che potrebbe coinvolgere alleati di entrambe le parti. L'instabilità nello Stretto di Hormuz continua a far fluttuare i prezzi del petrolio, con ripercussioni sull'economia globale. La minaccia di Trump di colpire siti nucleari iraniani indica che la posta in gioco potrebbe alzarsi ulteriormente.

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