Gli azionisti votano oggi l'aumento di capitale per finanziare l'offerta pubblica di acquisto. Il consenso è previsto oltre il 90%.
Intesa Sanpaolo ha convocato oggi, giovedì 10 settembre 2026, l'assemblea straordinaria degli azionisti per l'operazione più rilevante dell'anno nel settore bancario italiano: l'offerta pubblica di acquisto (Opa) su Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). L'assemblea, che si tiene a partire dalle 10 presso il nuovo centro direzionale di Torino, è chiamata ad attribuire al consiglio di amministrazione la delega per un aumento di capitale da 4,86 miliardi di nuove azioni. Questo aumento è destinato a finanziare la componente azionaria dell'offerta sul Monte.
L'esito del voto, che avverrà attraverso un rappresentante designato senza la presenza fisica dei soci, appare largamente scontato. Le prime proiezioni indicano una partecipazione vicina al 65% del capitale e un consenso che dovrebbe superare il 90%, con alcune stime che arrivano fino al 95%. Questo ampio sostegno riflette il giudizio positivo espresso nei giorni scorsi dai principali consulenti per gli investitori istituzionali (proxy advisor) e il favore di una parte rilevante degli azionisti istituzionali.
L'operazione di acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Intesa Sanpaolo rappresenta il capitolo finale di una lunga e tormentata vicenda che ha coinvolto la banca più antica del mondo. Mps è stata salvata dallo Stato italiano nel 2017, diventando di fatto una banca pubblica, dopo aver accumulato perdite colossali a causa di derivati tossici e una gestione rischiosa. Da allora, Roma ha cercato di rivenderla al mercato per recuperare i miliardi di euro di aiuti di Stato, ma i tentativi sono sempre falliti a causa delle dimensioni e delle difficoltà dell'istituto senese.
L'offerta di Intesa Sanpaolo, guidata dall'amministratore delegato Carlo Messina, è stata lanciata dopo che il governo ha dato il via libera, vedendo in questa aggregazione l'unica via per chiudere definitivamente la questione Mps e creare un campione nazionale nel settore bancario. L'operazione valuta Mps circa 30,6 miliardi di euro e prevede, per ogni azione del Monte, 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più un euro in contanti. Il progetto industriale punta a generare sinergie per 2,9 miliardi l'anno e promette agli azionisti di Intesa utili e dividendi per azione superiori dell'8% già dal 2026 rispetto allo scenario in cui la banca restasse da sola. L'esito dell'assemblea di oggi è il passaggio formale decisivo per dare il via all'Opa, dopo il quale inizierà la fase di adesione degli azionisti di Mps.
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