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Cronaca
11 settembre 2026

Maxi blitz antimafia: oltre 300 arresti contro la 'ndrangheta

Maxi blitz antimafia: oltre 300 arresti contro la 'ndrangheta
Operazione coordinata in tutta Italia e all'estero. Sequestrati beni per 15 milioni di euro. Coinvolti anche politici e imprenditori.
La notizia

Un'imponente operazione antimafia ha portato all'arresto di 334 persone, con l'accusa di associazione mafiosa ed altri reati. Il blitz, denominato "Rinascita-Scott", è stato coordinato dalla Procura Antimafia di Catanzaro e ha visto impegnati oltre 2500 uomini del Ros dei Carabinieri e del comando provinciale di Vibo Valentia.

Tra gli arrestati figurano esponenti di spicco della 'ndrangheta vibonese, ma anche personaggi del mondo politico e imprenditoriale. Sono stati colpiti il presidente dell'Anci Calabria Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo, l'ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, e il comandante della polizia municipale di Vibo Filippo Nesci. Contestualmente agli arresti, è stato notificato un provvedimento di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 15 milioni di euro.


Il contesto

L'operazione "Rinascita-Scott" rappresenta uno dei colpi più significativi inferti alla 'ndrangheta dopo il maxiprocesso di Palermo degli anni '80. La 'ndrangheta è un'organizzazione criminale di origine calabrese, considerata oggi tra le più potenti e ramificate al mondo, con interessi che spaziano dal narcotraffico al riciclaggio, dall'estorsione all'infiltrazione nell'economia legale e nella politica.

L'indagine, avviata dalla Procura di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri, ha preso di mira specificamente i clan della provincia di Vibo Valentia, documentandone l'espansione in tutta Italia e in paesi europei come Germania, Svizzera e Bulgaria. Il metodo investigativo ha incluso intercettazioni e la raccolta di prove che hanno permesso di ricostruire summit e meccanismi di comando, incluso un "pizzino" contenente la formula per conferire l'alto grado del "tre quartino". Questo colpo mira a decapitare le strutture di comando e a recidere i legami tra criminalità, politica e imprenditoria che da decenni caratterizzano l'operato dell'organizzazione.

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