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12 settembre 2026

Traffico crolla nello Stretto di Hormuz: 7 navi contro 125 pre-guerra

Traffico crolla nello Stretto di Hormuz: 7 navi contro 125 pre-guerra
Iran attacca oltre 10 navi, petrolio sopra 100 dollari. L'arteria energetica mondiale rischia di diventare un corridoio intermittente.
La notizia

Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz è crollato a soli sette transiti registrati il 10 settembre, contro una media di circa 125 al giorno prima della guerra tra Iran e Stati Uniti iniziata il 28 febbraio. L'Iran ha rivendicato attacchi contro oltre dieci navi nello stretto, causando almeno un morto e un disperso tra i marittimi. Una petroliera con due milioni di barili di fuel oil iracheno ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un drone.

La nuova escalation ha portato il prezzo del petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile e il gas europeo di riferimento oltre i 75 euro per megawattora. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha annunciato una risposta ancora più dura e prospettato l'estensione della zona marittima interdetta. L'International Energy Agency ha avvertito che il deficit tra domanda e offerta petrolifera nel 2026 rischia di essere più grave del previsto.


Il contesto

Lo Stretto di Hormuz, largo circa 33 chilometri, collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano ed è una delle arterie energetiche più critiche al mondo. Per decenni, la sua possibile chiusura è stata una minaccia ricorrente della politica estera iraniana, soprattutto durante le tensioni sul programma nucleare e le sanzioni. L'Iran possiede missili antinave, mine, droni e unità veloci per rendere la navigazione estremamente rischiosa.

La guerra attuale è iniziata il 28 febbraio 2026. Negli ultimi sei mesi, il conflitto ha gradualmente strangolato il traffico: dai 125 transiti giornalieri pre-guerra si è passati a una media di 15 nei dieci giorni precedenti il 10 settembre, fino al crollo a soli sette. Questo ha trasformato una crisi regionale in un problema globale, con l'Europa che affronta un altro inverno energetico difficile. La situazione è aggravata dall'offensiva degli Houthi nello Yemen, sostenuta dall'Iran, che aumenta la pressione sulle rotte marittime.

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