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12 settembre 2026

Grotta Romanelli: scoperte sepolture medievali nel sito paleolitico

Grotta Romanelli: scoperte sepolture medievali nel sito paleolitico
Nuove analisi del CEDAD rivelano il riutilizzo della grotta in epoca medievale, ampliandone la storia millenaria.
La notizia

Il Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell'Università del Salento ha datato al radiocarbonio tre sepolture rinvenute nella Grotta Romanelli di Castro, in Puglia. Lo studio, pubblicato sul Journal of Anthropological Sciences, rivela per la prima volta un riutilizzo della grotta a scopo funerario in epoca medievale, finora sconosciuto.

Le analisi, condotte con la tecnica della spettrometria di massa con acceleratore, hanno riguardato i resti di un adulto e due bambini conservati al Museo di Antropologia di Napoli. Le datazioni collocano l'adulto tra il 1302 e il 1411 d.C., mentre i due bambini rispettivamente tra il 1423-1455 e il 1435-1489, confermando l'uso della grotta in un periodo complesso della storia del Salento.

La ricerca, guidata dal professor Raffaele Sardella della Sapienza Università di Roma, assegna ora a Grotta Romanelli un respiro storico più ampio: non più solo sito chiave del Paleolitico mediterraneo, ma luogo vissuto in modo continuativo per millenni, con molti enigmi ancora da sciogliere.


Il contesto

La Grotta Romanelli, situata a Castro in provincia di Lecce, è uno dei siti simbolo del Paleolitico nel Mediterraneo. Scoperta alla fine dell'Ottocento, è stata oggetto di scavi sistematici sin dai primi del Novecento, rivelando importanti testimonianze della presenza umana preistorica, tra cui pitture rupestri e strumenti in pietra.

Fino a questa ricerca, si riteneva che la grotta fosse stata frequentata principalmente in epoca preistorica. I resti umani analizzati erano stati recuperati durante gli scavi dei primi del Novecento, ma la loro datazione precisa era rimasta incerta. Il team interdisciplinare guidato dal professor Sardella, responsabile degli scavi dal 2015, ha deciso di applicare moderne tecniche di datazione per chiarire la cronologia delle sepolture.

Le nuove analisi del CEDAD hanno così rivelato una fase di utilizzo completamente inaspettata: tra il XIV e il XV secolo d.C., durante il Medioevo, la grotta fu riutilizzata come luogo di sepoltura. Questo scoperta apre nuove domande sulle comunità medievali del Salento e sui motivi che le spinsero a seppellire i propri morti in un sito già carico di significato millenario, ampliando notevolmente la storia del sito archeologico.

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