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12 settembre 2026

Via all'assicurazione sanitaria integrativa per 1,2 milioni di dipendenti scuola

Via all'assicurazione sanitaria integrativa per 1,2 milioni di dipendenti scuola
Il Ministero dell'Istruzione attiva la polizza gratuita. Valditara: "Traguardo storico per valorizzare il lavoro scolastico".
La notizia

Dal 10 settembre è operativa la procedura per aderire all'assicurazione sanitaria integrativa gratuita destinata a tutto il personale scolastico e ai dipendenti del Ministero dell'Istruzione. La misura, finanziata con 320 milioni di euro per il quadriennio 2026-2029, interessa oltre 1,2 milioni di persone tra docenti, personale ATA, educatori, dirigenti scolastici e dipendenti ministeriali.

Il ministro Giuseppe Valditara ha definito l'iniziativa un "traguardo storico", frutto di un "impegno economico considerevole" per riconoscere il valore del lavoro nella scuola. L'adesione, volontaria, avviene attraverso l'area riservata del portale del MIM utilizzando SPID, CIE o CNS. La polizza, erogata da Unisalute in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione, avrà efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030.

La copertura, con un massimale di 600.000 euro annui per assistito, include ricoveri, interventi chirurgici, day hospital, parto, prevenzione odontoiatrica e assistenza in caso di non autosufficienza. Opera su tutto il territorio italiano e comprende anche malattie croniche e pregresse, senza limitazioni legate alle condizioni fisiche.


Il contesto

L'assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico nasce da un percorso avviato dal ministro Valditara a partire dal 2023, con l'obiettivo dichiarato di "ridare autorevolezza" a chi lavora nella scuola attraverso maggiori tutele e valorizzazione economica. Si inserisce in una più ampia "operazione di sistema" del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che includeva già altre misure di welfare come la copertura assicurativa contro infortuni e malattie professionali e agevolazioni nei trasporti e servizi bancari.

Il progetto ha richiesto anni di lavoro e un finanziamento pubblico di 320 milioni di euro stanziati per quattro anni. La platea dei beneficiari è particolarmente ampia perché include non solo il personale a tempo indeterminato, ma anche quello a tempo determinato (per la durata dell'incarico), gli insegnanti di religione cattolica e il personale distaccato o comandato. Questo approccio universale risponde all'esigenza di offrire una protezione sanitaria complementare al Servizio Sanitario Nazionale a una categoria professionale numericamente molto estesa.

La misura rappresenta un cambiamento significativo nel welfare del settore pubblico scolastico, creando per la prima volta una copertura sanitaria integrativa strutturata e gratuita per l'intera comunità educante. Le conseguenze immediate riguardano l'accesso a prestazioni sanitarie aggiuntive per oltre un milione di lavoratori, mentre sul lungo termine potrebbe diventare un modello per altre categorie di dipendenti pubblici.

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