Il film fuori concorso, con Favino e Orlando, riflette su potere e libertà. Il regista: "La comicità è una cosa seria".
Il Festival del Cinema di Venezia si chiude stasera con la proiezione fuori concorso di "Dio ride", il nuovo film di Giovanni Veronesi. Il regista, noto per le commedie, presenta un'opera drammatica che ha per tema la comicità, definendola "una cosa seria". Il film, ambientato nel Seicento e liberamente ispirato a fatti reali, vede protagonisti Pierfrancesco Favino nei panni di un frate gioioso e Silvio Orlando in quelli di un inquisitore inviato da Roma per reprimere quella che viene considerata una pericolosa eresia.
Al centro della storia, lo scontro tra i due personaggi si trasforma in un confronto che mette in discussione convinzioni incrollabili. Veronesi ha spiegato di essere stato incoraggiato dalle parole di Papa Francesco, secondo cui "si può ridere anche di Dio, basta continuare ad amarlo". Il cast d'eccezione include anche Carlo Cecchi, nel suo ultimo ruolo, nei panni di Papa Innocenzo X, e Paolo Rossi.
Giovanni Veronesi è un regista e sceneggiatore italiano noto soprattutto per commedie di successo. La decisione di realizzare un film drammatico sulla comicità rappresenta una svolta significativa nella sua carriera. L'ispirazione è nata due anni fa, quando Veronesi, definendosi "laico, miscredente e quasi scomunicato", ha iniziato ad avvicinarsi con fascino e terrore ai temi religiosi e al concetto di un potere basato sulla fede, per lui difficile da comprendere.
Il film si inserisce nel solco della grande commedia all'italiana e cita opere come "Il nome della rosa". Veronesi ammette che in "Dio ride" risuonano molti richiami all'attualità, con l'intenzione di lanciare un messaggio, soprattutto alle nuove generazioni, sull'importanza di dire "no" alle imposizioni del potere in qualsiasi forma. La scelta di ambientare la storia nel Seicento, periodo di forti conflitti tra fede, scienza e autorità ecclesiastica, serve a esplorare questi temi universali in un contesto storico preciso, ma con evidenti parallelismi con il presente.
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