Rivelati i filmati deliranti registrati nelle 48 ore prima dell'attentato di Modena. Mescola odio socio-politico e riferimenti jihadisti.
Sono emersi i video selfie deliranti registrati da Salim el Koudri nelle 48 ore precedenti l'attentato di Modena del 16 maggio scorso. Nei filmati, l'uomo di 31 anni, genitori marocchini ma nato a Bergamo, pronuncia frasi come "L'Italia va distrutta" e "Siamo schiavi degli americani", scagliandosi contro poteri forti, ricchi ed ebrei. Nonostante il disturbo della personalità e l'allontanamento dalle cure psichiatriche, El Koudri ha utilizzato una metodologia simile a quella jihadista, studiando online attacchi con mezzi-ariete.
Nei video, tutti in inglese, si rivolge a un ipotetico "brother" (fratello), termine usato anche tra jihadisti. Ha postato i filmati su Instagram per poi cancellarli, ma restano sul cellulare sequestrato. La strage di Modena, compiuta lanciando la sua Citroen C3 contro la folla, ha causato una vittima (Monica Esposito) e sette feriti, tra cui due con amputazioni agli arti. El Koudri dovrà rispondere di strage, lesioni gravissime e omicidio volontario, con udienza fissata il 2 ottobre per valutare la sua capacità di intendere e volere.
Salim el Koudri, 31 anni, laureato in Economia aziendale all'Università di Modena, viveva a Ravarino (Modena) e soffriva di un disturbo della personalità, avendosi allontanato dalle cure psichiatriche. Già nel 2021, frustrato per non trovare lavoro, aveva inviato un'email all'ateneo con invettive contro i cristiani ("Bastardi cristiani", "Voi e il vostro Gesù Cristo, io brucio"). Tra l'autunno 2024 e il marzo 2025 ha compiuto un viaggio in Europa con la stessa auto poi usata nella strage, sostando a lungo in Germania e Londra, apparentemente senza stabilire contatti con comunità islamiste strutturate.
La sua radicalizzazione online è un elemento chiave: prima dell'attentato ha cercato in rete filmati di attacchi jihadisti che utilizzavano la tattica dei "mille tagli" (con mezzi lanciati come arieti tra la folla), metodologia promossa dal portavoce dell'ISIS Abu Mohammed al Adnani e già impiegata in attentati a Berlino, Nizza e Barcellona. Nonostante l'assenza di una rivendicazione ufficiale, il video della strage è stato commentato su canali jihadisti. Le indagini si concentrano ora su numeri di telefono anglosassoni trovati sul suo cellulare, collegati a videogiochi e app di scacchi, sistemi talvolta usati per comunicazioni coperte.
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