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13 settembre 2026

CNR: estate 2026 è la più calda di sempre in Italia, dati da record

CNR: estate 2026 è la più calda di sempre in Italia, dati da record
Temperature medie nazionali a 24,3°C, superato il 2003. Mari a 30°C, rischio eventi estremi in autunno.
La notizia

L'istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR (ISAC-CNR) ha diffuso i dati definitivi sull'estate 2026, certificandola come la più calda mai registrata in Italia. La temperatura media nazionale è stata di 24,3°C a due metri dal suolo, superando il precedente record del 2003 (23,6°C). Il mese di agosto è stato particolarmente torrido, con una media di 25,6°C, +3,5°C sopra la media del trentennio 1991-2020.

L'anomalia termica è stata capillare: +3,2°C al Nord, +3,6°C al Centro e +3,7°C al Sud e Isole. A destare forte preoccupazione è anche la temperatura dei mari italiani, che ha toccato i 30°C. Questo accumulo eccezionale di calore rappresenta una potenziale "polveriera" per la stagione autunnale, aumentando il rischio di fenomeni meteorologici estremi come nubifragi, alluvioni lampo e cicloni mediterranei.


Il contesto

Il record dell'estate 2026 si inserisce in una tendenza di riscaldamento globale che sta trasformando il bacino del Mediterraneo in un "hotspot", un'area particolarmente vulnerabile. La situazione è peggiorata progressivamente nel corso del XXI secolo, con ondate di calore sempre più intense e frequenti. Il precedente primato apparteneva all'estate del 2003, un anno che aveva già segnato una svolta nella percezione del rischio climatico in Europa.

Il fenomeno è alimentato dall'aumento delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera, che intrappolano il calore. Gli anticicloni subtropicali, masse d'aria calda e stabile, sono diventati più persistenti e potenti, spingendo le temperature ben al di sopra delle medie storiche. Questo non provoca solo disagi, ma ha conseguenze concrete: stress idrico per l'agricoltura, rischi per la salute, soprattutto per gli anziani, e un maggiore consumo energetico per il raffrescamento. L'energia termica accumulata nei mari, come confermato dai dati del CNR, agisce da moltiplicatore di rischio per la stagione successiva, rendendo più probabili e violenti gli eventi meteorologici estremi in autunno.

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