Prima di due serate sold-out all'Ippodromo Snai San Siro per i 10 anni del disco cult del rap italiano. In scena trent'anni di amicizia e una battle in stile Street Fighter.
Marracash e Guè hanno aperto i festeggiamenti per il decimo anniversario di "Santeria" con il primo di due concerti sold-out all'Ippodromo Snai San Siro di Milano, davanti a oltre 34mila spettatori. La serata, che si ripeterà stasera, ha visto i due rapper esibirsi in tute rosse scintillanti, partendo dal brano "Salvador Dalì" e attraversando i successi dell'album del 2016, come "Money", "Senza Dio" e "Ca$hmere".
Lo spettacolo, fedele alla matrice hip-hop con Ty1 alla consolle e pochi orpelli, ha incluso anche una battle amichevole in stile "Street Fighter", dove i due si sono sfidati a colpi di pezzi dei rispettivi repertori solisti. Il momento più intenso è arrivato nel finale con "Nulla accade", quando Marracash ha sottolineato l'importanza della loro amicizia trentennale, culminata in un abbraccio sul palco. Il pubblico, trasversale per generazioni, ha risposto con cori unanimi, dimostrando la longevità di un disco che resta un punto di riferimento.
"Santeria" è un joint album pubblicato nel 2016 da Marracash e Guè, due pilastri del rap italiano. Il disco, nato dalla collaborazione tra due artisti già affermati ma ancora alle prese con le contraddizioni del successo, è diventato nel tempo un'opera di culto, fotografando un momento cruciale della scena hip-hop nazionale. Il titolo si ispira a una religione afro-cubana nata dall'incontro forzato tra le tradizioni yoruba degli schiavi africani e il cattolicesimo dei colonizzatori, dove per continuare a venerare le proprie divinità (orishas) si associavano ai santi cattolici.
L'album segnò un punto di svolta, anticipando la moda dei dischi condivisi nel mercato rap italiano. Marracash e Guè, cresciuti negli stessi ambienti milanesi, hanno costruito carriere parallele che si sono spesso incrociate, mantenendo un sodalizio artistico e umano sopravvissuto a vent'anni di carriera. Il concerto di Milano celebra non solo l'anniversario del disco, ma soprattutto questa amicizia trentennale, dimostrando come il rap italiano sia diventato un linguaggio capace di attraversare le generazioni, con un pubblico che spazia dai venticinquenni ai quarantacinquenni.
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