Scoperta nella Grotta di Bianfu una sequenza archeologica che ricostruisce caccia e tecnologie di una popolazione umana arcaica. Contributo italiano all'analisi dei manufatti.
Una grotta nella provincia cinese dello Yunnan ha rivelato oltre 100mila anni di storia dei Denisoviani, una popolazione umana arcaica. Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Nature', è coordinato da ricercatori cinesi con il contributo dell'Università di Ferrara.
Nella Grotta di Bianfu, scoperta nel 2019, sono stati rinvenuti sette resti umani (denti e ossa) attribuiti ai Denisoviani, datati tra 167mila e 134mila anni fa. Gli scavi hanno portato alla luce anche 1.366 manufatti in pietra, strumenti in osso e oltre 64mila resti animali, che documentano strategie di caccia e tecnologie di sopravvivenza.
La sequenza archeologica indica frequentazioni umane tra 195mila-175mila e 72mila-63mila anni fa. La stabilità delle tecnologie osservata suggerisce che gli stessi gruppi denisoviani abbiano occupato il sito per millenni, rendendolo la più lunga sequenza attribuita a questa specie nell'Asia sud-orientale.
I Denisoviani sono una popolazione umana arcaica, distinta sia dai Neanderthal che dall'Homo sapiens, identificata per la prima volta nel 2010 attraverso l'analisi del DNA estratto da un frammento osseo trovato nella grotta di Denisova, in Siberia. Prima di questa scoperta, erano conosciuti quasi esclusivamente attraverso il loro patrimonio genetico, con scarse testimonianze fossili.
La Grotta di Bianfu, scoperta casualmente nel 2019 durante lavori di ripristino ambientale in un'area mineraria, ha cambiato questa situazione. La sua importanza risiede nella rara associazione diretta tra resti umani fossili, manufatti e ossa animali nello stesso contesto stratigrafico. Questo permette per la prima volta di collegare concretamente una specifica cultura materiale a questa specie.
La ricerca internazionale, che coinvolge l'Università di Ferrara per le competenze nello studio delle tecnologie litiche, mostra come i Denisoviani cacciassero animali di grossa taglia (cervidi, bovidi, rinoceronti), lavorassero la pietra e l'osso, e occupassero stabilmente ambienti di alta quota (2.370 metri) per decine di migliaia di anni, adattandosi all'ambiente dell'altopiano tibetano.
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