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Cronaca
14 settembre 2026

Giallo di Pietracatella, nuova audizione per la prof amica di Gianni Di Vita

Giallo di Pietracatella, nuova audizione per la prof amica di Gianni Di Vita
La donna ascoltata per quasi 4 ore come persona informata sui fatti. L'inchiesta sulle due morti per ricina prosegue con altri testimoni convocati.
La notizia

Non si ferma nel fine settimana l'inchiesta sul doppio omicidio per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita a Pietracatella (Campobasso). Questa mattina, domenica 13 settembre, è tornata negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso la professoressa di matematica amica di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

La donna è stata ascoltata come persona informata sui fatti per quasi quattro ore, dalle 8 fino a poco prima di mezzogiorno. Si tratta di una nuova convocazione a meno di un mese dal lungo confronto del 20 agosto, quando la professoressa e Di Vita erano stati sentiti contemporaneamente per circa sei ore davanti alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli e al capo della Mobile Marco Graziano. Alla base di quel confronto c'erano divergenze nelle dichiarazioni rese agli investigatori.

L'insegnante non è l'unica persona tornata davanti agli inquirenti. Sabato pomeriggio è stata ascoltata a lungo un'altra cugina dell'ex sindaco Gianni Di Vita, mentre venerdì era stata nuovamente convocata per circa tre ore Laura Di Vita, cugina di Gianni. Altre convocazioni sono previste nei prossimi giorni, in un'indagine che procede verificando versioni contrastanti su circostanze ritenute importanti.


Il contesto

Il cosiddetto 'giallo di Pietracatella' ha origine dalla tragica morte di Antonella Di Ielsi, 47 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvenuta per avvelenamento da ricina. La ricina è una potente tossina naturale estratta dai semi di ricino, letale anche in piccolissime quantità. Le due donne sono state trovate morte nella loro abitazione a Pietracatella, un piccolo comune molisano.

Il primo sospettato indagato è Gianni Di Vita, 52 anni, marito di Antonella e padre di Sara, nonché ex sindaco del paese. Le indagini, coordinate dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli e condotte dalla Squadra Mobile di Campobasso guidata da Marco Graziano, si sono concentrate su di lui fin dall'inizio. Un passaggio cruciale si è avuto il 20 agosto, quando Di Vita è stato sottoposto a un confronto con la professoressa di matematica, sua amica, dopo che nuovi accertamenti scientifici condotti dal Robert Koch Institute di Berlino avevano escluso anche una sua pregressa esposizione alla ricina.

L'inchiesta procede da settimane cercando di ricostruire le dinamiche del delitto, l'eventuale movente e la provenienza della tossina. Le continue audizioni di familiari e conoscenti, come le cugine di Di Vita e l'amica insegnante, indicano che gli investigatori stanno lavorando per chiarire contraddizioni e raccogliere elementi decisivi, in un caso che ha sconvolto la piccola comunità molisana.

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