Due ragazzi interrogati dopo che un gesto equivoco ha scatenato la fuga della folla, causando oltre 1500 feriti. Le indagini puntano a una 'stuoia, inutile ed idiota bravata'.
Torino è stata teatro di una notte di panico e feriti durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. La causa scatenante, secondo le prime indagini della Digos coordinate dalla Procura, sarebbe stata una "bravata" di alcuni ragazzi. Un gesto equivoco di un tifoso a petto nudo con uno zaino in spalla, che ha evocato la posa di un kamikaze, ha innescato la psicosi da attentato terroristico in piazza San Carlo.
La folla in preda al panico ha lasciato precipitosamente la piazza, causando una calca che ha provocato il ferimento di 1.527 persone, di cui tre in codice rosso, tra cui un bambino di 7 anni in coma farmacologico. Due ragazzi sono stati interrogati in Questura per dieci ore e sono attualmente in stato di libertà, mentre gli investigatori continuano a visionare centinaia di filmati per ricostruire la dinamica dei fatti.
L'evento si è verificato nel contesto di una grande affluenza di pubblico per assistere alla finale di Champions League su maxi schermi in piazza San Carlo, cuore di Torino. La paura collettiva di attentati terroristici, un timore radicato negli ultimi anni a livello globale, ha creato un terreno fertile per il panico. Basta un gesto ambiguo, una frase urlata o un rumore insolito per scatenare reazioni di massa incontrollate in situazioni di alta densità di persone.
La situazione è degenerata rapidamente: la fuga precipitosa ha trasformato la piazza in una trappola, con bottiglie rotte e vetri che hanno moltiplicato le ferite da taglio. L'evento mette in luce le fragilità nella gestione di grandi raduni pubblici in un'epoca segnata dalla psicosi da terrorismo. Non si tratta di un attentato reale, come accaduto a Londra in passato, ma della paura di un attentato che ha causato danni fisici ingenti, trasformando una serata di sport in un 'test sul campo' della vulnerabilità collettiva.
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