Il ministro dell'Economia propone una tassa al 5% sugli aumenti di stipendio degli under 35 e una revisione delle agevolazioni. La Lega spinge per alzare il forfettario.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato le prime linee guida della prossima legge di Bilancio, puntando su una riduzione selettiva delle tasse e una revisione dei bonus. La proposta più rilevante riguarda l'introduzione di una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio dei giovani lavoratori under 35, misura che richiederebbe anche la collaborazione dei datori di lavoro.
Parallelamente, il governo prevede una "sorta di inventario" delle numerose agevolazioni esistenti, per evitare sovrapposizioni e garantire un sostegno più mirato al ceto medio. Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di riportare al 65% la detrazione per l'efficientamento energetico della prima casa (Ecobonus) e di un bonus benzina una tantum da 100 euro. La maggioranza, in particolare la Lega, spinge inoltre per alzare da 85.000 a 100.000 euro la soglia per accedere al regime forfettario.
La discussione sulla prossima legge di Bilancio si inserisce in un contesto di pressione fiscale sul ceto medio e di proliferazione di bonus pubblici negli ultimi anni. Il regime forfettario, una tassa piatta del 5% per professionisti e autonomi, è stato introdotto per semplificare il sistema e favorire nuove attività. La sua popolarità è cresciuta rapidamente: nel primo semestre del 2026, il 53% delle nuove partite Iva ha scelto questo regime, arrivando a superare i 2 milioni di contribuenti nel 2024.
L'ultimo aumento della soglia, da 65.000 a 85.000 euro nel 2023, ha però prodotto un minor gettito per lo Stato superiore alle attese, stimato in circa 495 milioni nel 2024. Ora, la proposta di alzare ulteriormente il limite a 100.000 euro si scontra con due ostacoli principali: i vincoli della normativa europea sulla franchigia IVA, che fissa il tetto a 85.000 euro, e il rischio di accentuare effetti distorsivi, come il rinvio di fatturazioni per non superare la soglia o la riluttanza delle imprese a crescere. La manovra si gioca quindi su un equilibrio delicato tra riduzione del carico fiscale, sostenibilità del debito pubblico e razionalizzazione degli incentivi.
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