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15 settembre 2026

Torino, tre arresti per gli scontri violenti: uno coinvolto nel pestaggio del poliziotto

Torino, tre arresti per gli scontri violenti: uno coinvolto nel pestaggio del poliziotto
La Digos ha identificato 24 persone. Tra i fermati un 22enne accusato di aver partecipato all'aggressione al poliziotto Calista.
La notizia

La Digos della Questura di Torino ha eseguito tre arresti e denunciato altre 24 persone per i gravi scontri di sabato scorso durante una manifestazione. Gli arrestati sono Pietro Desideri, 31 anni, Matteo Campaner, 35 anni, e Angelo Francesco Simionato, 22 anni. A quest'ultimo, originario di Grosseto, viene contestata la partecipazione al brutale pestaggio del poliziotto Alessandro Calista, oltre ai reati di violenza a pubblico ufficiale e rapina in concorso.

Le indagini, coordinate dal questore Massimo Gambino, hanno portato anche al sequestro di un ampio arsenale utilizzato durante le violenze: martelli, molotov, bombe carta con chiodi, oggetti contundenti e jammer per disturbare le comunicazioni. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto passamontagna, maschere antigas e strumenti da offesa durante le perquisizioni domiciliari. La procura di Torino chiederà nelle prossime ore la convalida dei tre arresti al Gip.

La premier Giorgia Meloni ha visitato i poliziotti feriti ricoverati alle Molinette, portando la solidarietà dello Stato. Ha inoltre annunciato una riunione per valutare nuove norme nel decreto sicurezza, tra cui l'estensione del Daspo urbano anche a soggetti denunciati o condannati con sentenza non definitiva per reati contro persona e patrimonio.


Il contesto

Gli scontri di Torino sono avvenuti durante una manifestazione pro Askatasuna, un centro sociale torinese al centro di un lungo contenzioso giudiziario. Proprio oggi la Procura generale di Torino ha annunciato che in appello chiederà il riconoscimento dell'associazione per delinquere nel maxi-processo contro alcuni storici attivisti del centro, dopo che in primo grado l'accusa era caduta. Questo lega gli incidenti a una vicenda che intreccia piazza, politica e giustizia.

La violenza di sabato è stata organizzata e pianificata. Gli investigatori parlano di una "violenza organizzata a tavolino" dagli "antagonisti". Prima degli scontri, sulle chat Telegram venivano segnalati posti di blocco e circolava un "Manuale del corteo" di sei pagine con consigli per contrastare i lacrimogeni e impedire intercettazioni. I manifestanti violenti, oltre 1.500, hanno sfruttato una coltre di fumogeni per indossare abiti neri e coprirsi il volto, organizzati in "squadre" con nomi in codice.

L'evento ha richiamato attivisti violenti anche dall'estero, con 54 stranieri intercettati prima del corteo, tra cui 35 francesi e 3 turchi. Il pestaggio del poliziotto Calista, ripreso in un video divenuto simbolo della violenza, ha visto una dozzina di antagonisti a volto coperto aggredirlo con pugni, calci e martellate, mentre un collega lo portava in salvo. Il caso ha quindi dimensioni nazionali e internazionali, con conseguenze che spingono il governo a rivedere le norme di sicurezza.

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