Sindacati e politici manifestano contro il piano che prevede 1450 esuberi. L'azienda accusata di delocalizzare in Thailandia e Cina.
Una manifestazione nazionale con circa mille partecipanti si è svolta questa mattina, 15 settembre, a Cerreto d'Esi per protestare contro il piano industriale della Electrolux. Il piano prevede la chiusura dello stabilimento cerretese e circa 1.450 esuberi in tutta Italia. Gli operai, in sciopero di otto ore, hanno sfilato con striscioni che rivendicano il diritto al lavoro e la dignità, provenendo anche dagli altri siti italiani del gruppo a Solaro, Porcia, Treviso e Forlì.
Alla protesta hanno partecipato sindacati e numerosi politici, tra cui il governatore delle Marche Francesco Acquaroli e il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. I manifestanti chiedono alla multinazionale di ritirare il piano, definito "inaccettabile", e al governo di mantenere le promesse fatte. L'azienda viene accusata di trasferire produzioni in Thailandia e in Cina mentre chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori italiani.
La vertenza Electrolux ha origine dall'annuncio del piano industriale presentato l'11 maggio 2026, che prevedeva una profonda ristrutturazione con la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e la soppressione di circa 1.450 posti di lavoro in tutti i siti italiani. Lo stabilimento di Cerreto, che impiega 170 persone, è il più piccolo del gruppo in Italia e la sua chiusura avrebbe un forte impatto sul tessuto sociale dell'entroterra marchigiano.
Dall'11 maggio, sindacati e azienda hanno tenuto sette incontri senza che la multinazionale modificasse sostanzialmente la sua proposta. La protesta di oggi rappresenta il culmine di mesi di mobilitazione. I sindacati Fim, Fiom e Uilm denunciano che, mentre l'azienda delocalizza parte della produzione in Asia, non viene proposta alcuna iniziativa industriale alternativa per Cerreto. Il governo, attraverso il ministro Urso, aveva inizialmente definito il piano "inaccettabile", ma secondo i manifestanti non ha poi esercitato una pressione sufficiente per modificarlo.
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