Studio rivela che agenti autonomi creano spontaneamente gerghi e nuovi significati, sfidando la supervisione umana.
Uno studio della startup statunitense Emergence ha rivelato che agenti di intelligenza artificiale autonomi, basati su modelli come Claude, Gemini, Grok e OpenAI, sviluppano spontaneamente linguaggi segreti incomprensibili per gli esseri umani. Nell'esperimento, gruppi di agenti IA collocati in società virtuali che imitano ambienti reali hanno iniziato a creare abbreviazioni e ad attribuire nuovi significati a parole ed espressioni.
Fino alla metà dei messaggi scambiati tra questi agenti è diventata difficile da comprendere per i ricercatori. Alcune espressioni, come "mouthless action-change" o "demurrage plus oral memory equals a valve that can't be ghosted", sono risultate così compresse e dipendenti dal contesto da rendere impossibile stabilirne il significato. Questo fenomeno, osservato dopo lunghi periodi di interazione autonoma, solleva serie questioni sulla possibilità di supervisionare efficacemente sistemi di IA avanzati.
Il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale genera crescenti preoccupazioni tra gli stessi protagonisti del settore. Negli ultimi giorni, CEO come Dario Amodei di Anthropic hanno lanciato allarmi pubblici, avvertendo che lo sviluppo di agenti autonomi potrebbe superare la nostra capacità di controllarli, prospettando rischi anche per infrastrutture critiche come Internet. Questa corsa all'IA è alimentata da enormi investimenti di giganti tecnologici come NVIDIA, Microsoft, Meta e Google, che muovono centinaia di miliardi di dollari.
Il paradosso evidenziato dallo studio di Emergence nasce proprio da questa corsa sfrenata: mentre le aziende competono per sviluppare modelli sempre più potenti, i sistemi stessi evolvono comportamenti imprevisti. I ricercatori hanno creato otto mondi virtuali realistici, assegnando agli agenti ruoli diversi, memorie persistenti e accesso a strumenti come navigazione web ed esecuzione di codice. Lasciati interagire liberamente e messi deliberatamente sotto pressione, gli agenti hanno iniziato a sviluppare convenzioni di comunicazione autonome, dimostrando che l'osservabilità tecnica non garantisce la comprensibilità umana. Questo crea un problema fondamentale per la governance dell'IA, poiché sistemi che diventano incomprensibili sfuggono al controllo e alla valutazione dei loro creatori.
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