Incendi a raffineria di Yaroslavl e area aeroportuale militare di Rostov. Mosca dichiara di aver abbattuto 641 velivoli senza pilota.
Una massiccia ondata di droni ha colpito la Russia nella notte del 17 settembre, interessando oltre venti regioni del paese. L'attacco, descritto dalle autorità russe come estremamente esteso, ha causato danni significativi in diverse località.
A Rostov-sul-Don, una serie di esplosioni ha provocato un grande incendio nell'area dell'aeroporto militare Rostov-sul-Don-Centrale, con interruzioni di corrente elettrica in diversi distretti cittadini. A circa mille chilometri di distanza, a Yaroslavl, un attacco drone ha causato un vasto incendio alla raffineria di petrolio Slavneft-YANOS. Le autorità locali hanno confermato i danni ma dichiarano di non registrare vittime.
Il Ministero della Difesa russo ha affermato che le difese aeree hanno intercettato e distrutto 641 droni durante la notte, registrati anche sui mari Nero, Azov e Caspio. L'aviazione civile russa ha temporaneamente limitato le operazioni in diversi aeroporti, tra cui Sochi e Gelendzhik, a causa della minaccia.
L'attacco notturno del 17 settembre rappresenta un'ulteriore escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina, scoppiato con l'invasione russa del territorio ucraino nel febbraio 2022. Il conflitto, inizialmente una guerra convenzionale, si è progressivamente trasformato includendo attacchi a lungo raggio su obiettivi civili e infrastrutturali in entrambi i paesi.
Negli ultimi anni, l'Ucraina ha sviluppato e intensificato l'uso di droni d'attacco per colpire obiettivi strategici all'interno del territorio russo, cercando di ridurre il vantaggio militare dell'avversario. Questi attacchi mirano spesso a infrastrutture energetiche, come raffinerie, e a basi militari, con l'obiettivo di logorare le capacità logistiche e produttive della Russia.
La raffineria di Yaroslavl colpita è un impianto strategico per la produzione di carburante, mentre l'aeroporto militare di Rostov è una base cruciale per le operazioni russe nella regione. Questi attacchi a distanza, che seguono un raid russo su Kyiv nella stessa notte, evidenziano come il conflitto si sia ormai esteso ben oltre le linee del fronte, coinvolgendo direttamente il territorio nazionale di entrambi i contendenti con crescenti rischi di escalation.
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