La premier annuncia il voto di fiducia alla Camera per blindare la riforma. Tajani esclude franchi tiratori, ma un eventuale inciampo porterebbe alla fine della legislatura.
Giorgia Meloni ha annunciato che chiederà il voto di fiducia alla Camera sulla riforma della legge elettorale, chiamata Stabilicum. L'obiettivo è garantire "chiarezza" ed evitare sorprese nei voti segreti, dopo le difficoltà incontrate in precedenza, come il mancato passaggio dell'emendamento sulle preferenze. La premier ha sottolineato che il Parlamento ha fatto un buon lavoro e che la fiducia sarà posta su ognuno dei quattro articoli modificati al Senato.
Il messaggio agli eventuali franchi tiratori è stato chiaro: un passo falso nel voto finale segreto porterebbe direttamente alla fine della legislatura. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito "un periodo ipotetico dell'irrealtà" l'ipotesi che la riforma non passi, escludendo la possibilità di defezioni. I lavori ripartono in commissione a Montecitorio, con l'Aula slittata al 29 settembre, per rispettare i tempi contingentati di ottobre.
La riforma della legge elettorale, denominata Stabilicum, è una proposta del governo Meloni per cambiare il sistema con cui gli italiani eleggono il Parlamento. L'attuale legge, il Rosatellum, è in vigore dal 2017. La discussione sulla nuova legge è iniziata perché la maggioranza di centrodestra ritiene che il sistema attuale non garantisca stabilità ai governi, permettendo a coalizioni che hanno perso le elezioni di formare esecutivi di breve durata.
Il percorso della riforma è stato accidentato. In Senato, il presidente Ignazio La Russa accogliendo subemendamenti del Partito Democratico aveva creato tensioni nella maggioranza. Alla Camera, un emendamento chiave sulle preferenze non passò in un voto segreto, rivelando possibili divisioni. Per questo, la premier Meloni ha deciso di usare lo strumento della fiducia, che obbliga i parlamentari della maggioranza a votare compatti sotto la minaccia della crisi di governo. La riforma punta a un sistema che, secondo i promotori, permetta ai cittadini di scegliere più chiaramente premier, coalizioni e parlamentari.
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