Ora sono il 19,5% del totale, ma il 58,6% delle PMI rinuncia per mancanza di competenze. Allarme formazione.
In un anno sono raddoppiate le imprese italiane che fanno uso dell'intelligenza artificiale, raggiungendo il 19,5% del totale. Lo rivelano le recenti rilevazioni Unioncamere-Dintec. Ad adottare l'IA sono oltre il 50% delle grandi imprese e circa il 15% delle piccole.
Tuttavia, almeno sei imprese su dieci, pur interessate, sono costrette a rinunciare alla tecnologia per carenza di competenze digitali. Il 58,6% delle PMI indica proprio la mancanza di competenze come primo freno all'adozione, ma solo il 7% ha avviato percorsi di formazione strutturati sul tema. Il problema sarà al centro della seconda Giornata del Mezzogiorno, in programma il 24 settembre a Bari.
L'intelligenza artificiale (IA) è una tecnologia che permette a computer e sistemi di svolgere compiti tipicamente umani, come apprendere, ragionare e risolvere problemi. La sua diffusione nelle imprese italiane ha subito una forte accelerazione nell'ultimo anno, passando da una quota molto ridotta al 19,5% attuale, grazie anche alle opportunità di efficienza e innovazione che offre.
Il percorso di adozione, però, è ostacolato da un problema strutturale: la mancanza di personale formato. Questo divario tra tecnologia disponibile e competenze necessarie ha spinto istituzioni come il sistema camerale ad attivarsi con iniziative formative. La Giornata del Mezzogiorno di Bari si inserisce in questo sforzo, proponendo riflessioni su come colmare il gap e sfruttare al meglio le potenzialità dell'IA, anche alla luce della recente legge italiana che regola il settore, prima in Europa.
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