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Esteri
18 settembre 2026

Trump valuta nuova escalation contro Iran mentre Cina spinge per la diplomazia

Trump valuta nuova escalation contro Iran mentre Cina spinge per la diplomazia
Il presidente USA in bilico su attacchi su larga scala. Pechino intensifica i contatti con Washington e Teheran per contenere il conflitto.
La notizia

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere vicino a una "grande decisione" sulla possibilità di riprendere attacchi su larga scala contro l'Iran. L'annuncio arriva mentre la Cina intensifica la sua spinta diplomatica, con il ministro degli Esteri Wang Yi che ha parlato sia con il segretario di Stato USA Marco Rubio che con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, esortando alla moderazione.

Trump ha affermato di voler ascoltare i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Kuwait e Oman, che incontrerà la prossima settimana ai margini dell'Assemblea Generale dell'ONU, prima di decidere la prossima fase del conflitto. Nel frattempo, il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz è crollato a sole tre navi mercantili, ben al di sotto della media.


Il contesto

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è scoppiato nel febbraio 2026, dopo anni di tensioni legate al programma nucleare iraniano e al sostegno di Teheran a gruppi militanti in Medio Oriente. La guerra, denominata "Operazione Epic Fury" dagli USA, ha visto attacchi reciproci su vasta scala, con l'Iran che ha colpito basi americane in diversi paesi del Golfo e gli USA che hanno condotto raid aerei in territorio iraniano.

La situazione si è ulteriormente complicata con l'avanzata degli Houthi nello Yemen, un gruppo sostenuto dall'Iran, che ha preso il controllo di parti strategiche della costa del Mar Rosso, minacciando le rotte di navigazione globali come lo Stretto di Bab el-Mandeb. Questo ha spinto alleati regionali degli USA, come l'Arabia Saudita, a chiedere un maggiore intervento. La Cina, grande importatore di energia dalla regione, sta cercando di mediare per proteggere i propri interessi economici, mentre Russia e Cina continuano a opporsi alle sanzioni internazionali contro l'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

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