Arresti e misure cautelari per politici lucani coinvolti in un'inchiesta su corruzione e legami con la criminalità. Coinvolto anche il governatore regionale.
Un'ondata di arresti e misure cautelari ha colpito la politica lucana nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Sono stati posti ai domiciliari il capogruppo di Forza Italia in Regione Francesco Piro, l'assessore all'agricoltura Francesco Cupparo e l'ex assessore alla Sanità Rocco Leone, oltre al direttore dell'ospedale San Carlo di Potenza. Il governatore Vito Bardi figura tra gli oltre cento indagati a piede libero.
Le accuse includono induzione indebita, corruzione, tentata concussione e, per Piro, anche relazioni con esponenti della criminalità organizzata calabrese a fini personali, politici ed elettorali. I reati contestati riguardano presunti illeciti nello spostamento di personale sanitario e in occasione di consultazioni comunali. Perquisizioni sono state effettuate alla Regione Basilicata e all'ospedale San Carlo.
Il governatore Bardi, dopo aver consegnato il telefono cellulare e visto acquisire computer e tablet dal suo ufficio, si è dichiarato disponibile a collaborare con gli inquirenti. Ha sottolineato che le delibere oggetto dell'inchiesta sono "atti pubblici, approvate senza secondi fini" e di non aver ricevuto alcun favore.
L'inchiesta, definita "mala politica lucana", è condotta dalla Polizia e dai Carabinieri coordinati dal procuratore capo Francesco Curcio e dal pm Vincenzo Montemurro della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Non è la prima volta che il governatore Bardi finisce nel mirino del procuratore Curcio. In passato, quando era generale delle Fiamme Gialle e comandante in seconda della Guardia di Finanza, fu indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "P4".
Quell'inchiesta, che risale a diversi anni fa, riguardava l'ex deputato Alfonso Papa, accusato di utilizzare notizie coperte da segreto su indagini in atto per ricattare imprenditori. Bardi era accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto, ma la sua posizione fu archiviata l'anno successivo dal Gip su richiesta del pm. L'attuale procedimento si concentra invece su presunti illeciti nell'ambito della sanità regionale e della gestione del personale ospedaliero.
Al centro delle accuse ci sarebbero pressioni sull'ex direttore generale dell'ospedale San Carlo, Massimo Barresi, per il trasferimento di anestesisti. Barresi, decaduto dall'incarico nel 2020, ha fornito ampie dichiarazioni agli inquirenti. La situazione rischia di paralizzare l'attività della Regione in un momento che lo stesso governatore ha definito "di crisi senza precedenti".
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