Il testo blindato torna a Montecitorio con audizioni di esperti. Prevista la fiducia del governo, voto finale atteso per inizio ottobre.
La riforma elettorale è tornata alla Camera dei Deputati per quello che dovrebbe essere l'ultimo passaggio parlamentare prima dell'approvazione definitiva. Oggi, 21 settembre 2026, sono iniziate le audizioni di esperti costituzionalisti come Michele Ainis, Gaetano Azzariti e Mario Staderini, nonostante simili consultazioni fossero già state svolte in precedenza sia alla Camera che al Senato.
Il calendario prevede che il testo, definito "blindato" dalla maggioranza, arrivi in Aula il 29 settembre, con il voto finale stimato nella prima settimana di ottobre. La premier Giorgia Meloni ha già preannunciato che il governo porrà la questione di fiducia sul provvedimento per motivi di "chiarezza", ma il voto non è considerato al riparo da sorprese dopo le difficoltà incontrate nel primo passaggio a Montecitorio.
La riforma elettorale, soprannominata "Stabilicum", nasce dall'obiettivo del governo di modificare le regole per eleggere i parlamentari italiani. Il sistema proposto introduce un meccanismo proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso, assegnato alla lista o coalizione che ottiene il maggior numero di voti a patto di superare la soglia del 42%. Questo premio mira a garantire stabilità di governo.
La riforma modifica diversi aspetti rispetto alla legge precedente, il "Rosatellum". Tra le novità principali c'è l'indicazione del candidato premier al momento del deposito del simbolo elettorale, un tetto ai seggi di maggioranza (220 deputati e 113 senatori) e un aumento significativo delle firme necessarie per presentare liste di nuovi soggetti politici. Il percorso legislativo è stato accidentato: il testo ha già subito una battuta d'arresto alla Camera a causa di franchi tiratori, dimostrando le tensioni interne alla maggioranza nonostante il sostegno ufficiale del governo.
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