A margine dell'Assemblea Onu, colloqui tra delegati Usa e mediatori iraniani. Teheran chiede fine blocco navale e sblocco beni.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di ritenere possibile un accordo con l'Iran dopo le elezioni di midterm di novembre. L'annuncio arriva a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, dove si sono svolti colloqui tra i delegati statunitensi e i mediatori iraniani.
L'inviato speciale Usa Steve Witkoff ha confermato lunghi colloqui condotti attraverso mediatori che hanno fatto la spola tra le due delegazioni. L'Iran, tramite il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, ha trasmesso le proprie condizioni per un'intesa: fine della guerra su tutti i fronti, cessazione delle azioni militari Usa, fine del blocco navale e sblocco degli asset iraniani congelati.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è esploso il 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran, decapitandone i vertici. L'Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e bloccando lo Stretto di Hormuz, via cruciale per il trasporto petrolifero mondiale. A giugno le parti avevano firmato un memorandum d'intesa in 14 punti con una tregua, ma l'8 luglio gli Usa hanno attaccato di nuovo, innescando ulteriori raid.
La situazione attuale vede lo Stretto di Hormuz di fatto bloccato, con l'Iran che mobilita anche Hezbollah in Libano. I negoziati, condotti attraverso mediatori qatarioti, cercano una soluzione che sblocchi la crisi. Trump mantiene un tono minaccioso, definendo l'Iran "bullo del Medio Oriente" e non escludendo di bombardare il sito nucleare di Pickaxe Mountain, ma contemporaneamente autorizza incontri diplomatici.
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