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23 settembre 2026

Accuse di IA per romanzo candidato a Goncourt

Accuse di IA per romanzo candidato a Goncourt
Il libro "C'était ça ou mourir" di Thélyson Orélien, fenomeno della rentrée, è accusato da un account anonimo di essere stato scritto dall'intelligenza artificiale. L'autore respinge le accuse.
La notizia

Il romanzo "C'était ça ou mourir" dello scrittore quebecchese Thélyson Orélien, una delle rivelazioni della rentrée letteraria francese con oltre 35.000 copie vendute, è al centro di una polemica per presunto uso di intelligenza artificiale nella sua stesura. L'accusa arriva da un account anonimo su X, "Balance ton Claude", che sostiene, utilizzando il rilevatore statunitense Pangram, che il testo sia stato redatto "quasi interamente" da un'IA.

L'editore Grasset ha inizialmente respinto le accuse definendole "fake news", mentre l'autore, in un comunicato, ha attribuito le presunte "ripetizioni" nel testo a una tradizione letteraria haitiana e caraibica. Orélien, il cui libro è candidato a prestigiosi premi come il Goncourt e il Renaudot, ha anche denunciato di essere stato oggetto di "numerosi attacchi razzisti" dal suo arrivo in Francia.


Il contesto

La vicenda nasce lunedì 21 settembre 2026, quando l'account anonimo "Balance ton Claude" pubblica su X l'accusa basata sull'analisi del rilevatore di IA Pangram. Questo strumento, presentato come "di gran lunga il più affidabile" con un bassissimo tasso di falsi positivi, analizza i testi individuando regolarità statistiche nella distribuzione delle parole, nella struttura sintattica e nella prevedibilità lessicale, tipiche dei testi generati artificialmente.

Thélyson Orélien, 38 anni, di origine haitiana, è arrivato in Francia con il suo romanzo, presentato come un'autentica voce letteraria. Il libro, in corso di traduzione in oltre venti lingue, è stato subito acclamato ed è entrato nelle selezioni dei maggiori premi letterari francesi. La polemica esplode proprio mentre il mondo editoriale sta affrontando il dilagare di testi generati da IA, spesso proposti su piattaforme come Amazon ma raramente di successo. L'editore Grasset, di proprietà del gruppo Vivendi di Vincent Bolloré, difende l'opera sostenendo che possiede una "vera singolarità" contrapposta alla mediocrità dei testi generati da macchine. La questione solleva quindi un dibattito più ampio sui confini tra creatività umana, stile letterario etnico e automazione, e sulla affidabilità degli strumenti di rilevazione in contesti culturali specifici.

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