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Cronaca
24 settembre 2026

Autopsia su Lazri: ucciso da un solo proiettile, ora serve sopralluogo

Autopsia su Lazri: ucciso da un solo proiettile, ora serve sopralluogo
Esami medico-legali confermano la traiettoria unica. L'indagato Mollo ha sparato 12 colpi dal balcone. La vedova: "Deve venire fuori tutta la verità".
La notizia

L'autopsia sul corpo di Gjovalin Lazri, il 36enne ucciso durante un tentativo di furto a Baldissero d'Alba (Cuneo), ha stabilito che è stato un solo proiettile a causarne la morte. L'esame, svolto all'Obitorio civico di Torino e durato oltre tre ore, ha rilevato che il proiettile è entrato da un lato del collo ed è uscito dall'altro. Gli specialisti hanno concordato sulla necessità di un sopralluogo per completare la ricostruzione.

Roberto Mollo, il 35enne proprietario del cascinale che ha sparato, è indagato per omicidio volontario e tentato omicidio. Ha dichiarato di aver premuto il grilletto dodici volte dal balcone nella notte del 20 settembre, nel buio punteggiato dalle luci delle torce dei presunti ladri. L'audio della sua confusa chiamata al 112 è stato diffuso dal Tg1.

La compagna di Lazri ha chiesto che "la giustizia faccia il suo corso", affermando che "non esistono persone buone e persone cattive". Gli esiti completi dell'autopsia, fondamentali per stabilire se si tratti di omicidio volontario, colposo o eccesso di legittima difesa, saranno depositati entro sessanta giorni.


Il contesto

La vicenda ha origine nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2026 a Baldissero d'Alba, in provincia di Cuneo. Secondo la ricostruzione, Gjovalin Lazri, 36enne di origine albanese, si era introdotto insieme ad alcuni compagni in un cascinale di proprietà di Roberto Mollo, un autotrasportatore di 35 anni. L'edificio era in ristrutturazione e Mollo, temendo furti, aveva deciso di passarvi la notte portando con sé una pistola 'Steyr 9x21', detenuta per uso sportivo ma non autorizzata in quel luogo.

La situazione è degenerata quando Mollo, dal balcone, ha sparato dodici colpi verso le ombre in cortile, illuminate dalle torce dei presunti ladri. Lazri è stato colpito ed è stato trovato a una quarantina di metri di distanza. Il caso ha immediatamente sollevato questioni legali complesse, incentrate sul confine tra legittima difesa ed eccesso colposo o volontario, in un contesto di tentato furto con più intrusi.

L'inchiesta della procura di Asti, affidata ai carabinieri di Cuneo, prosegue per chiarire la dinamica esatta. Elementi cruciali sono la traiettoria del proiettile, la posizione del corpo e la possibilità di un rimbalzo, dato che tra il balcone e il cortile c'erano impalcature da cantiere. La difesa di Mollo sostiene che il suo cliente "non voleva uccidere nessuno" e che stava proteggendo la proprietà.

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