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Tecnologia
25 settembre 2026

Google lancia il primo satellite con chip AI per testare data center nello spazio

Google lancia il primo satellite con chip AI per testare data center nello spazio
Il lancio del 1 ottobre è il primo passo di Project Suncatcher per creare server orbitali alimentati a energia solare
La notizia

Google si prepara a lanciare in orbita il primo satellite con chip per l'intelligenza artificiale, in programma per giovedì 1 ottobre. Il satellite, denominato MVP, trasporterà quattro unità di elaborazione tensoriale (TPU), microchip sviluppati da Google per accelerare i calcoli del machine learning. L'obiettivo è testare la resistenza di questo hardware alle condizioni estreme dello spazio, come radiazioni, temperature e stress fisico del volo spaziale.

Si tratta del primo test del progetto Project Suncatcher, l'iniziativa di Google nata nel 2025 che mira a portare data center per l'AI nello spazio per sfruttare l'energia solare. Il satellite funzionerà per un anno, fornendo ai chip solo un kilowatt di energia dai pannelli solari, sufficiente per i test, prima di disintegrarsi durante il rientro nell'atmosfera terrestre. Google non ha rivelato l'entità della spesa ma stima che i costi diventeranno equivalenti a quelli terrestri entro la metà degli anni 2030.


Il contesto

L'idea di portare data center nello spazio nasce dalla crescente domanda di potenza di calcolo per l'intelligenza artificiale e dai limiti delle infrastrutture terrestri. Le aziende tecnologiche temono di non disporre di spazio o energia elettrica sufficiente per continuare a costruire questi enormi centri di calcolo, mentre le proteste per il loro impatto ambientale sono diventate quotidiane. L'orbita terrestre bassa offre un vantaggio cruciale: i satelliti possono sfruttare la luce solare quasi costante, generando fino a otto volte più energia solare rispetto alla Terra.

Google non è l'unica azienda che lavora su questa frontiera: Elon Musk, Jeff Bezos e Sam Altman sostengono l'opportunità, ma i limiti tecnologici sono significativi. Le sfide ingegneristiche principali includono la resistenza alle radiazioni spaziali (che possono causare errori nei circuiti), il raffreddamento dei chip (nel vuoto non c'è aria per disperdere il calore) e i costi elevati per portare le apparecchiature in orbita. Gli esperti ritengono che ci vorrà almeno un decennio prima che il sistema diventi economicamente sostenibile su larga scala, con molto lavoro ingegneristico ancora da fare.

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