Supera il test indipendente DrivingBench al volante di una Toyota Corolla. Gli altri modelli linguistici non hanno completato la prova.
GPT-6 Astra, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, è diventato il primo sistema IA generale in grado di guidare un'automobile reale. Lo ha dimostrato superando il test di DrivingBench, un benchmark indipendente che ha messo alla guida di una Toyota Corolla quattro diversi modelli linguistici. Tra tutti, solo GPT-6 Astra ha completato con successo la prova, tagliando il traguardo.
Il test rappresenta una pietra miliare nell'applicazione dell'intelligenza artificiale generale a compiti fisici complessi e del mondo reale, come la guida di un veicolo. Mentre gli altri tre modelli linguistici sottoposti alla stessa prova non sono riusciti a portare a termine il compito, GPT-6 Astra ha dimostrato capacità di percezione, decisione e controllo motorio integrate.
L'esperimento, condotto il 25 settembre 2026, segna un salto qualitativo rispetto ai sistemi di guida autonoma specializzati, poiché utilizza un modello linguistico generale non progettato specificamente per la guida. I dettagli operativi su come il modello abbia interagito con i comandi dell'auto e interpretato l'ambiente non sono stati ancora divulgati.
La guida autonoma è un campo di ricerca che esiste da decenni, con le prime sperimentazioni negli anni '80. I sistemi tradizionali, come quelli di Tesla o Waymo, sono "narrow AI" (IA stretta): software specializzati, programmati con milioni di linee di codice e addestrati su enormi dataset di immagini e scenari di guida per riconoscere oggetti, seguire segnali e prendere decisioni. Questi sistemi sono costruiti per un compito specifico: guidare un'auto.
L'arrivo dei Large Language Model (LLM), come il GPT di OpenAI, ha cambiato il paradigma. Questi sono modelli di "intelligenza artificiale generale" (AGI), addestrati su testo e immagini del mondo per comprendere e generare linguaggio, risolvere problemi e ragionare. La sfida è stata farli interagire con il mondo fisico. Il progetto è partito quando i ricercatori si sono chiesti se un modello, capace di capire un manuale di guida e descrivere una strada, potesse anche controllare un'auto.
Il passo decisivo è stato lo sviluppo di "embodiment", ovvero la capacità del modello di tradurre il suo ragionamento in azioni fisiche attraverso un'interfaccia (in questo caso, i comandi dell'auto). GPT-6 Astra rappresenta l'evoluzione di questo percorso: non è un software di guida autonoma, ma un modello linguistico generale a cui è stata data la possibilità di agire. Il test di DrivingBench è stato il primo banco di prova reale per verificare questa capacità. Il successo apre la strada a future applicazioni dove un'unica IA generale potrà eseguire molteplici compiti fisici complessi, andando ben oltre la guida.
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