La riforma elettorale ha ottenuto il via libera della Camera con 217 sì. Ora si attende il voto definitivo, mentre le opposizioni denunciano una 'legge-truffa'.
La Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge elettorale. Il testo è passato con 217 voti favorevoli e 152 contrari, superando il primo test parlamentare. La votazione è avvenuta dopo settimane di tensione e trattative all'interno della maggioranza di governo.
Il provvedimento, che reintroduce il voto di preferenza dopo decenni, prevede un sistema misto con capilista bloccati e liste parzialmente bloccate. L'opposizione ha votato compattamente contro, definendo la norma una 'legge-truffa' che favorisce i partiti già consolidati e limita la scelta degli elettori. Il percorso legislativo non è concluso: il testo tornerà al Senato per l'approvazione definitiva.
La discussione sulla riforma elettorale è iniziata per modificare l'attuale sistema, il Rosatellum, introdotto nel 2017. Il governo di centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, ha posto come priorità il ritorno al voto di preferenza, assente dalle leggi elettorali italiane dal 1993. Il dibattito si è concentrato sul meccanismo di espressione di queste preferenze e sulle garanzie per le piccole formazioni politiche.
Dopo trattative intense, la maggioranza ha trovato un accordo a settembre: il sistema prevede che gli elettori possano esprimere fino a tre preferenze, segnando una 'crocetta' su nomi prestampati in liste con alternanza di genere, ma con i capilista bloccati. Un punto controverso è la nuova regola per i partiti senza rappresentanza parlamentare, che dovranno raccogliere migliaia di firme per collegio. Le opposizioni e alcuni comitati sostengono che queste norme siano incostituzionali e stanno già preparando ricorsi, mentre i sondaggi mostrano un panorama politico frammentato che potrebbe non garantire a nessuna coalizione una maggioranza netta.
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