Giovedì il primo test in Aula sulle pregiudiziali. Tajani assicura: da FI nessun franco tiratore. Polemica sulla rappresentanza femminile.
La Camera dei Deputati si prepara al voto cruciale sulle pregiudiziali della riforma elettorale, previsto per giovedì prossimo. I partiti calcolano le forze in vista dello "show down", mentre Antonio Tajani, leader di Forza Italia, assicura che dal suo partito non arriverà "nessun franco tiratore". La priorità del governo, secondo Tajani, rimane la manovra economica.
Intanto infuria la polemica sulla rappresentanza di genere. Elena Bonetti, presidente di Azione, attacca: "Oggi, con la proposta che è passata al Senato, potrà accadere che nel nostro Parlamento avremo il 15% di donne elette". Stefano Benigni di Forza Italia replica che la presenza femminile è "ampiamente garantita" e ricorda che, nonostante le quote del Rosatellum, oggi in Parlamento le donne sono circa il 33%.
La riforma elettorale, chiamata 'Stabilicum' dal centrodestra, mira a sostituire l'attuale legge (Rosatellum). Il sistema proposto è un proporzionale con un premio di maggioranza fisso assegnato alla coalizione che supera il 42% dei voti. La legge cancella i collegi uninominali, dove si votava per una persona, lasciando solo collegi plurinominali con liste bloccate o parzialmente bloccate. Questo riduce ulteriormente la scelta diretta dell'elettore rispetto al Rosatellum, dove già il 61% dei seggi andava a liste bloccate.
Il percorso della riforma è stato accidentato. Il testo ha già superato il Senato e ora è alla Camera per l'ultimo passaggio. Tuttavia, il primo voto alla Camera sullo 'Stabilicum' fu bocciato da franchi tiratori, costringendo il governo a ricominciare. Oltre alla questione delle preferenze, i punti più controversi sono l'aumento delle firme necessarie per presentare liste (da 1.500 a 6.000 per collegio) e la scarsa garanzia per la rappresentanza femminile. Comitati e opposizioni minacciano ricorsi alla Corte Costituzionale.
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