Accordo storico dopo inchiesta per caporalato. La società americana Caddell risarcirà 450 lavoratori indiani con una media di 50mila euro ciascuno.
Un risarcimento da 30 milioni di euro per i lavoratori sfruttati nei cantieri del consolato americano a Milano. Lo prevede l'accordo firmato dalla procura di Milano, la multinazionale edile americana Caddell e l'amministratore giudiziario Francesco Brigatti, posto dal Tribunale ai vertici dell'impresa dopo l'inchiesta per caporalato. Si tratta della più grossa transazione avvenuta in Italia con questo approccio giudiziario, mai utilizzato prima in Europa.
L'accordo coinvolgerà tutti i circa 450 lavoratori dei cantieri, prevalentemente di nazionalità indiana, con una media di 50mila euro a testa e punte fino a 90mila euro. I lavoratori potranno accedere al risarcimento firmando l'accordo entro la fine di febbraio 2027. Oltre ai risarcimenti individuali, parte delle risorse sarà versata all'Inps e all'Inail. Intanto sono stati già concessi 50 naspi e 250 permessi di soggiorno ai lavoratori coinvolti.
Il procedimento penale per caporalato proseguirà separatamente, ma i due principali indagati, Ulas Demir e Aji Appukuttan, hanno sostenuto le misure rimediali. La procura di Milano, con il supporto del gruppo Nil dei Carabinieri, aveva ricostruito un sistema di sfruttamento che prevedeva stipendi fittizi, decurtazioni per vitto e alloggio, maltrattamenti e minacce.
La vicenda ha origine nei cantieri del nuovo consolato americano nel quartiere del Portello a Milano, gestiti dalla società edile americana Caddell con sede in Alabama. I lavoratori, prevalentemente indiani, erano stati portati in Italia attraverso un'intermediaria turca e sottoposti a gravi forme di sfruttamento. Il sistema prevedeva stipendi fittizi dai quali venivano decurtati il costo del vitto, dell'alloggio e la quota da restituire al caporale, con condizioni di vita segnate da maltrattamenti e minacce.
L'inchiesta della procura di Milano, guidata dal procuratore Paolo Storari con il supporto del gruppo Nil dei Carabinieri, è esplosa nel giugno 2026. Il gip, su richiesta della procura, ha imposto l'amministrazione giudiziaria sulla Caddell, uno strumento che serve a "ripulire" la filiera dall'illegalità e costringere l'impresa capofila a dotarsi di sistemi di controllo efficaci. La società è stata commissariata lo scorso giugno.
Dopo quattro mesi di amministrazione giudiziaria, si è arrivati all'accordo storico da 30 milioni di euro. Questo approccio rappresenta una novità assoluta nel panorama giudiziario europeo, puntando su misure rimediali e risarcitorie piuttosto che solo su sanzioni punitive. La vicenda evidenzia come il fenomeno del caporalato possa coinvolgere anche grandi appalti internazionali e impone una riflessione sui meccanismi di controllo nelle filiere di subappalto.
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