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27 settembre 2026

Armani: la quota del 15% potrebbe essere divisa tra più partner

Armani: la quota del 15% potrebbe essere divisa tra più partner
L'ad Marsocci conferma che la prima cessione prevista dal testamento non sarà necessariamente a un solo soggetto. In lizza Lvmh, L'Oréal e Luxottica.
La notizia

La prima cessione di una quota del 15% del gruppo Armani, prevista dal testamento del fondatore Giorgio Armani scomparso il 4 settembre dello scorso anno, potrebbe essere suddivisa tra più partner. Lo ha confermato l'amministratore delegato Giuseppe Marsocci a margine della sfilata di Giorgio Armani per la primavera-estate 2027 all'Armani Teatro di Milano.

Marsocci ha spiegato che il testamento indica possibili partner ma non stabilisce che debba trattarsi necessariamente di un unico soggetto. Il gruppo mantiene contatti con i tre potenziali investitori indicati nel documento: Lvmh, L'Oréal ed EssilorLuxottica, che sono già licenziatari del brand. L'ad ha precisato che una decisione non è ancora stata presa e non esiste una preferenza tra i tre gruppi.

Sui tempi, Marsocci ha confermato che la cessione avverrà entro i 18 mesi dalla scomparsa dello stilista, come disposto dal testamento. Ha inoltre parlato della recente nomina di Dario Vitale alla guida di Emporio Armani e della linea accessori di Giorgio Armani, sottolineando che gli accessori rappresentano una delle aree di crescita del gruppo.


Il contesto

La vicenda nasce dalla scomparsa di Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre dell'anno scorso. Il fondatore del celebre gruppo di moda ha lasciato un testamento che contiene disposizioni precise sul futuro della sua azienda, tra cui l'obbligo per gli eredi di vendere una prima quota del 15% entro 18 mesi dalla sua morte.

Il testamento non si limita a imporre la vendita, ma fornisce anche indicazioni sui potenziali acquirenti, identificando tre grandi gruppi del lusso e della bellezza: il colosso francese Lvmh (Louis Vuitton Moët Hennessy), il leader mondiale dei cosmetici L'Oréal, e il gigante degli occhiali EssilorLuxottica. Queste aziende non sono estranee ad Armani, poiché sono già suoi licenziatari, ovvero producono e distribuiscono alcuni prodotti sotto il suo marchio in base ad accordi commerciali.

Nei mesi successivi alla scomparsa, sono circolate indiscrezioni che ipotizzavano un'offerta suddivisa tra questi tre gruppi. Oggi, l'amministratore delegato in carica Giuseppe Marsocci ha ufficialmente aperto a questa possibilità, confermando che il testamento non vincola a un unico acquirente. La situazione attuale vede quindi il gruppo Armani in trattative con questi tre soggetti, mentre si procede con la normale attività aziendale, come dimostrato dalla sfilata e dalle nomine manageriali interne, in attesa di definire l'operazione di cessione entro i termini stabiliti.

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