Il governo pone la fiducia sul cosiddetto 'Stabilicum'. Obiettivo: superare il 42% e arginare l'ascesa di Vannacci.
La riforma elettorale, ribattezzata 'Stabilicum' o 'Melonellum', è approdata alla Camera per l'ultimo sì definitivo, previsto entro l'8 ottobre. Il governo ha posto la questione di fiducia sui due articoli della legge. La premier Giorgia Meloni ha avvertito che eventuali "scherzi" nei due voti segreti (sulle pregiudiziali di costituzionalità e quello finale) porterebbero direttamente alle urne con l'attuale sistema, il Rosatellum.
La riforma introduce un premio di maggioranza che scatta se una coalizione supera il 42% dei voti. Meloni punta sulla strategia del voto utile per arginare l'ascesa di Futuro nazionale di Roberto Vannacci e superare quella soglia. L'ultimo sondaggio Ipsos posiziona il centrodestra senza Vannacci al 39,4%, mentre il partito di Vannacci è all'8,8%.
La discussione su una nuova legge elettorale nasce dalla volontà della maggioranza di centro-destra di modificare l'attuale sistema, il Rosatellum, che secondo loro non garantisce stabilità di governo. La riforma, chiamata 'Stabilicum', è stata pensata prima dell'esplosione del fenomeno Vannacci e del suo partito, Futuro nazionale, che ora nei sondaggi supera l'8%, sottraendo consensi soprattutto alla Lega.
L'innovazione principale è il premio di maggioranza, che assegna un pacchetto fisso di seggi (70 deputati e 35 senatori) alla coalizione che supera il 42% dei voti, fino a un massimo del 55-57% dei seggi. Un'altra norma chiave obbliga a indicare il candidato premier al momento del deposito delle liste, una mossa che crea tensioni nell'opposizione, costringendo Pd e M5S a primarie potenzialmente divisive. La legge prevede anche soglie di sbarramento al 3% e norme che rendono difficile la partecipazione di nuovi partiti senza rappresentanza parlamentare.
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