Colloqui indiretti continuano tramite mediatori del Qatar. Teheran chiede sblocco fondi e fine sanzioni prima di aprire il passaggio strategico.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato mediatori qatarioti a New York per discutere una proposta di riapertura dello Stretto di Hormuz. Araghchi ha dichiarato ai media statali iraniani che i mediatori porteranno le idee discusse agli Stati Uniti e che spera di ricevere la risposta finale di Washington entro martedì.
La proposta iraniana, annunciata venerdì all'Assemblea Generale dell'ONU, chiede agli USA di rilasciare i fondi iraniani congelati, revocare le sanzioni e porre fine al blocco navale dei porti iraniani. Araghchi ha affermato che questi passi potrebbero essere completati in quattro o cinque giorni, permettendo la riapertura dello stretto e l'avvio dei negoziati sul programma nucleare iraniano entro il settimo giorno. Un funzionario statunitense ha però dichiarato ad Al Jazeera che non ci sarà alcun accordo a meno che non venga affrontato il programma nucleare dell'Iran.
La crisi attuale nasce dalla decisione iraniana di chiudere lo Stretto di Hormuz, un passaggio marittimo strategico attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Questa mossa è stata una risposta alle crescenti pressioni economiche e militari degli Stati Uniti, che hanno imposto severe sanzioni e istituito un blocco navale contro l'Iran.
Le tensioni tra Washington e Teheran sono in aumento da anni, concentrandosi principalmente sul programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti e i loro alleati temono che l'Iran stia sviluppando armi nucleari, mentre Teheran insiste sul carattere pacifico del suo programma. I colloqui diplomatici si sono interrotti più volte, con reciproca diffidenza che ha impedito progressi significativi. La proposta attuale rappresenta un tentativo di rompere lo stallo attraverso mediatori terzi come Qatar e Pakistan, ma la questione fondamentale rimane chi debba compiere il primo passo: l'Iran chiede sollievo economico prima di riaprire Hormuz, mentre gli USA vogliono prima la riapertura dello stretto.
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