Commissione indipendente accerta frodi per 9 stagioni. Il club annuncia ricorso, resta da definire la sanzione.
Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di gravi violazioni finanziarie da una commissione indipendente della Premier League. Le irregolarità, accertate nel corso di nove stagioni tra il 2009 e il 2018, includono contratti fittizi con sponsor, bilanci falsificati e violazioni dei limiti di spesa. Lo scopo era gonfiare artificialmente i ricavi e ridurre i costi di oltre 900 milioni di sterline per apparire in regola con le normative.
La Premier League ha definito questo procedimento "il più significativo nella sua storia". Il club ha già annunciato che presenterà ricorso entro venerdì 2 ottobre, dichiarandosi "deluso e sorpreso" e sostenendo la propria innocenza. Resta ora da determinare la sanzione per queste violazioni, che potrebbero includere penalizzazioni sportive oltre a quelle economiche.
Il caso nasce dalle indagini della Premier League avviate nel dicembre 2018 sui bilanci del Manchester City. Le regole finanziarie del calcio moderno, note come Fair Play Finanziario, sono state introdotte per garantire la sostenibilità economica dei club e mantenere la competitività delle competizioni. Limitano la spesa in base ai ricavi effettivi, impedendo ai proprietari più ricchi di sovvenzionare illimitatamente le squadre.
Il Manchester City, acquistato nel 2008 dal gruppo Abu Dhabi United, è stato accusato di aver aggirato queste regole per quasi un decennio attraverso accordi commerciali fittizi che gonfiavano artificialmente i ricavi. La commissione indipendente, che opera autonomamente dalla Premier League, ha impiegato anni per investigare, trovando anche che il club ha ostacolato le indagini. Questo caso rappresenta il culmine di un lungo confronto tra i club più ricchi e gli organi di controllo del calcio europeo.
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