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30 settembre 2026

Le Nozze di Figaro al Costanzi: Guth ripropone il classico regia del 2006

Le Nozze di Figaro al Costanzi: Guth ripropone il classico regia del 2006
Al Teatro dell'Opera di Roma torna la controversa messinscena di Claus Guth, che trasforma la commedia mozartiana in un dramma psicologico.
La notizia

Al Teatro Costanzi di Roma è andata in scena una nuova produzione de Le Nozze di Figaro di Mozart, con la regia di Claus Guth. Si tratta della stessa messinscena creata a Salisburgo nel 2006, divenuta ormai un classico contemporaneo. L'allestimento è caratterizzato da un'ambientazione in bianco, nero e grigio, con luci fredde e uno scalone che domina la scena, trasformando il palazzo della "folle journée" in uno spazio psichico interiore.

La direzione d'orchestra è affidata a Emmanuel Tjeknavorian, che guida una formazione descritta come elastica e nervosa. La regia di Guth insiste sulle crepe psicologiche dei personaggi, visti come prigionieri della propria interiorità, in netto contrasto con lo spirito redentore e giocoso della musica mozartiana. Il finale, con il celebre "Contessa, perdono", viene interpretato come un momento di trascendenza che la regia sembra voler contenere entro una cornice più cupa.


Il contesto

Le Nozze di Figaro, composta da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte e rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1786, è universalmente considerata uno dei capolavori assoluti della drammaturgia musicale. L'opera, tratta da una commedia di Beaumarchais, è una complessa commedia degli equivoci ambientata in una sola giornata folle ("folle journée") in un palazzo spagnolo, ricca di travestimenti, agnizioni e intrecci amorosi.

La regia di Claus Guth, nata nel 2006 per il Festival di Salisburgo, rappresenta una delle letture più radicali e discusse dell'opera. Guth abbandona i colori e la vivacità tipiche delle rappresentazioni tradizionali per un'ambientazione minimalista e psicologica, ispirata al drammaturgo norvegese Henrik Ibsen. La sua interpretazione accentua le tensioni e le ombre dei personaggi, trasformando la commedia in un'analisi introspettiva. Questa produzione, riproposta periodicamente in teatri internazionali, ha diviso critica e pubblico, diventando un punto di riferimento per le regie d'opera contemporanee che cercano di attualizzare i classici, a volte a scapito del loro spirito originario.

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