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30 settembre 2026

Ritiro totale delle forze USA dall'Iraq, timori per un vuoto di sicurezza

Ritiro totale delle forze USA dall'Iraq, timori per un vuoto di sicurezza
Il completamento del ritiro dopo 23 anni rischia di rafforzare le milizie filo-iraniane e lo Stato Islamico. Il via libera fu dato da Biden nel 2024.
La notizia

Le forze armate statunitensi hanno completato il ritiro dalle loro ultime basi in Iraq, concludendo una presenza militare durata 23 anni. L'operazione, concordata nel 2024 dall'amministrazione Biden, è stata eseguita nonostante le tensioni in corso con l'Iran.

Il ritiro, celebrato come una vittoria da Teheran e dai suoi alleati nella regione, solleva serie preoccupazioni per un possibile vuoto di sicurezza. Analisti temono che l'assenza delle truppe USA possa ulteriormente rafforzare le milizie sciite sostenute dall'Iran e dare nuovo slancio al gruppo Stato Islamico, in fase di riorganizzazione.


Il contesto

La presenza militare americana in Iraq iniziò nel 2003, quando una coalizione guidata dagli USA invase il paese per rovesciare il dittatore Saddam Hussein. Questa azione scatenò anni di instabilità, violenza settaria e caos, culminati con l'ascesa dello Stato Islamico (ISIS) nel 2014, che conquistò vaste aree del paese.

Per combattere l'ISIS, gli USA tornarono in Iraq con una nuova missione nel 2014, supportando le forze irachene. Nel frattempo, l'Iran ha gradualmente aumentato la sua influenza attraverso milizie paramilitari sciite, diventando un attore chiave. L'accordo per il ritiro totale fu negoziato nel 2024 dal presidente Joe Biden, ma l'implementazione è avvenuta in un contesto di continua guerra fredda regionale tra USA e Iran. Ora si teme che, senza la presenza americana, il fragile equilibrio di potere possa inclinarsi a favore delle milizie filo-iraniane e che l'ISIS possa approfittarne per riorganizzarsi.

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