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Tecnologia
1 ottobre 2026

Primo processore quantistico ottico funziona in orbita

Primo processore quantistico ottico funziona in orbita
Dimostrato il funzionamento di un chip quantistico a fotoni nello spazio. Obiettivo: elaborare dati satellitari direttamente in orbita.
La notizia

Un team internazionale guidato dall'Università di Vienna, con la partecipazione di Cnr e Politecnico di Milano, ha dimostrato per la prima volta il funzionamento in orbita di un processore quantistico basato sulla luce. Il prototipo, lanciato a bordo di un satellite nel giugno 2025, è riuscito a eseguire operazioni nonostante le difficoltà tecniche dell'ambiente spaziale.

Il processore, progettato per resistere a vibrazioni, variazioni termiche e radiazioni, ha operato a 510 chilometri di altezza. Sebbene solo tre dei sei rivelatori fossero utilizzabili e la luce solare abbia creato forte rumore, il dispositivo ha prodotto e controllato il comportamento quantistico dei fotoni necessario per il calcolo. Il risultato, condiviso sulla piattaforma arXiv, rappresenta un passo verso computer quantistici spaziali per elaborare dati satellitari direttamente in orbita.


Il contesto

I computer quantistici sfruttano le leggi della fisica quantistica per eseguire calcoli impossibili per i computer tradizionali. A differenza dei bit classici (0 o 1), i qubit quantistici possono essere in una sovrapposizione di stati, permettendo di processare enormi quantità di dati simultaneamente. Questa tecnologia, sviluppata in laboratori terrestri, promette rivoluzioni in crittografia, scoperta di farmaci e modellizzazione climatica.

Portare questa tecnologia nello spazio rappresenta una sfida enorme a causa dell'ambiente estremo: vibrazioni del lancio, temperature estreme, radiazioni cosmiche e luce solare interferente. L'obiettivo finale, da anni perseguito da agenzie spaziali e centri di ricerca, è elaborare i dati dei satelliti direttamente in orbita, riducendo la necessità di trasmettere enormi volumi di informazioni verso Terra. Questo prototipo ottico, che usa fotoni invece di qubit superconduttivi, è stato appositamente progettato per sopravvivere a queste condizioni, aprendo la strada a future costellazioni di satelliti con capacità di calcolo quantistico.

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