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2 ottobre 2026

Sprint finale sulla legge elettorale, respinte le pregiudiziali

Sprint finale sulla legge elettorale, respinte le pregiudiziali
La Camera respinge le questioni di costituzionalità sollevate dalle opposizioni. Voto finale atteso per l'8 ottobre, ma l'iter non si conclude qui.
La notizia

La Camera dei Deputati ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni contro la riforma elettorale. Il voto segreto, tenutosi ieri, ha visto 229 deputati votare contro le questioni sollevate e 151 a favore. Per la maggioranza di governo si tratta di un risultato positivo, con 7 voti in più rispetto ai 222 parlamentari presenti ufficialmente.

Il percorso parlamentare del provvedimento entra ora nella fase decisiva. Il governo porrà la questione di fiducia a partire da lunedì 5 ottobre, mentre il voto finale sull'intero testo è previsto per giovedì 8 ottobre. L'approvazione della riforma, tuttavia, rappresenta solo il primo passaggio: per renderla operativa serviranno successivamente i decreti attuativi per la ridisegnatura dei collegi elettorali.


Il contesto

La riforma della legge elettorale è un tema ricorrente nella politica italiana, poiché il sistema con cui si eleggono i parlamentari influenza direttamente la governabilità del Paese. L'attuale iter nasce dalla volontà della maggioranza di governo di introdurre un sistema che, secondo i proponenti, garantisca maggiore stabilità e chiarezza degli schieramenti fin dalla sera del voto.

Le opposizioni contestano aspetti specifici del disegno di legge, ritenuti penalizzanti per i partiti minori e potenzialmente incostituzionali. I punti più critici riguardano le norme sui capilista bloccati (candidati scelti direttamente dai partiti senza possibilità di preferenza da parte degli elettori), la soglia per ottenere il premio di maggioranza (che assegna seggi extra alla coalizione vincente) e le regole per la raccolta delle firme necessarie a presentare le liste. Questo scontro ha portato al deposito di cinque diverse questioni di costituzionalità, ora respinte dall'Aula.

Il percorso è giunto alla fase finale dopo un iter parlamentare complesso. Il testo, già approvato dal Senato, deve ora superare il voto definitivo alla Camera. Parallelamente, le opposizioni hanno già annunciato ricorsi alla Corte Costituzionale non appena la legge sarà approvata, aprendo la strada a un possibile contenzioso legale che potrebbe protrarsi anche dopo la pubblicazione ufficiale della norma.

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