Il governo olandese valuta la configurazione a doppia L per il rivelatore di onde gravitazionali, aprendo alla possibile sede in Sardegna.
L'Olanda ha riaperto la partita europea per ospitare l'Einstein Telescope, il futuro rivelatore di onde gravitazionali, mostrando apertura a collaborare con l'Italia. La ministra olandese dell'Istruzione, Cultura e Scienza Rianne Letschert ha incaricato l'ufficio del progetto di valutare una possibile collaborazione con l'Italia, che ha candidato la Sardegna come sede. Questo segnerebbe un cambio di rotta rispetto all'ipotesi iniziale di un unico rivelatore triangolare, aprendo alla configurazione a doppia L con due siti in Paesi diversi.
La nuova ipotesi prevede due rivelatori a forma di L, ciascuno con lati di 15 chilometri, posizionati in due nazioni. L'Italia aveva già espresso preferenza per questa soluzione, a condizione di ospitare in Sardegna uno dei due rivelatori. La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha auspicato "un accordo il più largo possibile", definendo corretto il percorso avviato mesi fa con la Sassonia, che aveva già firmato un'intesa con la Sardegna per questa configurazione.
Il sito sardo di Sos Enattos a Lula (Nuoro) è riconosciuto dalla comunità scientifica come uno dei più idonei in Europa per le sue caratteristiche geofisiche, con livelli estremamente bassi di rumore sismico e antropico. La configurazione a doppia L, secondo gli esperti come l'astrofisica Marica Branchesi, potrebbe offrire i maggiori vantaggi scientifici per il progetto.
L'Einstein Telescope è il progetto più ambizioso della fisica europea dopo il superacceleratore LHC del CERN di Ginevra. Si tratta di un futuro rivelatore di onde gravitazionali, le increspature dello spazio-tempo previste da Albert Einstein nella sua teoria della relatività generale e osservate per la prima volta solo nel 2015. Il progetto nasce dalla necessità di strumenti più sensibili per studiare questi fenomeni cosmici.
Fin dall'inizio del progetto, la comunità scientifica ha considerato due configurazioni possibili: un unico rivelatore a forma di triangolo con lati di 10 chilometri, o una configurazione a doppia L con due rivelatori separati in Paesi diversi, ciascuno con bracci di 15 chilometri. L'Italia ha presentato ufficialmente la sua candidatura nel 2023, proponendo l'ex miniera di Sos Enattos in Sardegna come sede ideale per le sue caratteristiche geofisiche uniche.
La competizione internazionale si è intensificata quando anche la Germania ha espresso interesse, valutando proposte in Sassonia e a Maastricht. Nel 2026, la Sassonia aveva già firmato un'intesa con la Regione Sardegna per la configurazione a doppia L. Ora l'apertura olandese potrebbe portare a una soluzione veramente europea, con due siti che massimizzerebbero le capacità scientifiche del telescopio.
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