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3 ottobre 2026

La Lega sfida Meloni: 'Si freghi del Patto di stabilità'

La Lega sfida Meloni: 'Si freghi del Patto di stabilità'
Borghi invoca una manovra coraggiosa oltre il 3% di deficit, mentre la maggioranza si divide sulle priorità della finanziaria.
La notizia

La Lega alza il tono sul dibattito per la manovra finanziaria, sfidando apertamente la linea di prudenza del governo. Il senatore Claudio Borghi esorta la premier Giorgia Meloni a "fregarsene" del vincolo europeo del 3% di deficit, definendolo un "totem" da non inseguire, e invoca una manovra "coraggiosa" per sostenere la crescita.

La richiesta arriva mentre la maggioranza è divisa sulle priorità. La Lega punta su Quota 64 e flat tax, Forza Italia chiede ambizione con toni più moderati, mentre Fratelli d'Italia resta vicina alla linea prudente del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. La trattativa si complica con la "coperta corta" tra le varie richieste e lo shock dei prezzi di energia.

Meloni, nel frattempo, non chiede a Bruxelles la sospensione del Patto di Stabilità, ma una correzione del sentiero di rientro per assorbire l'inflazione. La Lega mette invece in discussione l'obiettivo stesso del 3%, citando il deficit francese previsto al 5,4% e nove Paesi Ue sotto procedura come l'Italia.


Il contesto

Il dibattito nasce dalla necessità di approvare la legge finanziaria annuale, che definisce le entrate e le spese dello Stato. La discussione di quest'anno è particolarmente tesa a causa di due fattori principali: l'aumento dei tassi di interesse e la crisi energetica legata alla tensione nello Stretto di Hormuz, che ha fatto salire i prezzi di benzina e gas, mettendo in difficoltà famiglie e imprese.

Il contesto europeo è cruciale. Il Patto di Stabilità e Crescita dell'UE, sospeso durante la pandemia, è stato riattivato con regole riviste. Impone ai Paesi membri di riportare il deficit pubblico (la differenza tra spese e entrate) sotto il 3% del PIL e di ridurre il debito pubblico. L'Italia, con un debito molto alto, è sotto particolare sorveglianza.

Il conflitto interno al governo è tra chi, come il ministro Giorgetti, vuole rispettare le regole per evitare tensioni sui mercati finanziari e chi, come la Lega, ritiene necessario spendere di più per stimolare un'economia stagnante e aiutare i cittadini colpiti dal caro energia. La Francia, con un deficit previsto più alto, viene usata come argomento per chiedere maggiore flessibilità all'Europa. La trattativa si gioca quindi su due tavoli: quello interno per decidere le priorità di spesa e quello con Bruxelles per ottenere margini di manovra.

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