Indagini Emirati confermano l'attacco in cabina di pilotaggio. Israele organizza voli per riportare i connazionali bloccati a Dubai.
Le indagini dell'Emirati Arabi Uniti sull'incidente a bordo del volo Flydubai FZ1 da Dubai a Tel Aviv hanno concluso che il co-pilota ha tentato di commettere un atto terroristico. L'uomo, di nazionalità omanita, ha attaccato il comandante con un'ascia da emergenza nel tentativo di prendere il controllo dell'aereo, secondo quanto dichiarato dal procuratore generale degli Emirati. L'attacco ha causato un repentino calo di quota di circa 5.200 metri prima che i passeggeri, intervenuti dopo che il comandante ferito è riuscito ad aprire la porta della cabina, neutralizzassero l'aggressore.
In seguito all'incidente, Flydubai ha sospeso tutti i servizi da e per Israele. Per rimpatriare i cittadini israeliani rimasti bloccati a Dubai, le autorità israeliane hanno organizzato voli di soccorso. Il primo di questi voli è atterrato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv sabato mattina. Il comandante dell'aereo, di nazionalità indiana, è stato ricoverato in condizioni stabili dopo essere stato accoltellato nell'attacco.
L'incidente si è verificato il 3 ottobre 2026 a bordo di un volo di linea commerciale della compagnia aerea low-cost emiratina Flydubai, in rotta da Dubai a Tel Aviv. Circa due ore e mezza dopo il decollo, il co-pilota ha aggredito il comandante con un'ascia da crash, uno strumento standard presente nelle cabine di pilotaggio per scopi di emergenza. L'aereo ha iniziato a precipitare, perdendo rapidamente quota.
L'allarme in cabina passeggeri è stato dato da una donna israeliana che ha sentito un trambusto. Suo marito e altri tre passeggeri sono intervenuti dopo che il comandante, nonostante le ferite, è riuscito ad aprire dall'interno la porta della cabina blindata. I passeggeri hanno immobilizzato l'aggressore, legandolo, e uno di loro ha temporaneamente manovrato i controlli dell'aereo per stabilizzarne la traiettoria, prima che un altro membro dell'equipaggio potesse riprendere il comando. Le autorità emiratine stanno indagando per determinare se l'atto avesse motivazioni terroristiche, come ipotizzato anche dal primo ministro israeliano Netanyahu, che ha parlato di un tentativo di "far precipitare l'aereo con tutti i passeggeri a bordo" da parte di un individuo radicalizzato.
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