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5 ottobre 2026

Legge elettorale, via libera iniziale. Scontro in Aula, voto finale l'8 ottobre

Legge elettorale, via libera iniziale. Scontro in Aula, voto finale l'8 ottobre
La maggioranza supera le pregiudiziali delle opposizioni. Battaglia in Parlamento, si attende il voto segreto finale. Meloni: "Onoreremo il mandato".
La notizia

La riforma della legge elettorale ha superato il primo scoglio parlamentare. Il centrodestra, con il sostegno di Futuro Nazionale, ha respinto a scrutinio segreto le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, dimostrando una notevole compattezza con 229 voti contrari. L'Aula di Montecitorio era al completo per questo voto, considerato una prova generale.

Ora l'attenzione si sposta sull'8 ottobre, data del voto finale segreto che dovrà dare il via libera definitivo alla riforma. Nel frattempo, il governo porrà la fiducia sui primi tre articoli del provvedimento, modificati al Senato, per evitare defezioni nella maggioranza. Le opposizioni, che definiscono il testo "incostituzionale e antidemocratico", annunciano battaglia sia in Parlamento che "nelle piazze", puntando a ricreare lo spirito del referendum di marzo.


Il contesto

La discussione sulla legge elettorale in Italia è un tema ricorrente che risale a decenni, con numerosi cambiamenti del sistema di voto. L'attuale proposta, chiamata "Stabilicum", nasce dalla volontà della maggioranza di centro-destra di introdurre un sistema elettorale stabile dopo anni di modifiche. Il punto centrale della riforma è l'introduzione di un premio di maggioranza che assicuri la governabilità, insieme al ritorno delle preferenze per i candidati, sebbene con i capilista bloccati scelti dai partiti.

La battaglia parlamentare è cominciata quando il governo ha presentato il disegno di legge, trovando immediatamente la ferma opposizione di tutte le forze di minoranza. Queste hanno presentato pregiudiziali di costituzionalità, sostenendo che la legge limita la rappresentanza e rende troppo difficile l'accesso alle elezioni, soprattutto per via dell'aumento delle firme necessarie. La tensione è salita ulteriormente con lo sciopero della fame del segretario di +Europa, Riccardo Magi. Il voto finale dell'8 ottobre rappresenta quindi il culmine di uno scontro politico che potrebbe avere conseguenze sulla stabilità del governo e aprire una nuova fase di mobilitazione popolare.

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