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Cronaca
5 ottobre 2026

Caso ricina a Pietracatella: nuovi colloqui in questura

Caso ricina a Pietracatella: nuovi colloqui in questura
Indagini sul doppio avvelenamento di madre e figlia a dicembre 2025. Gli inquirenti interrogano parenti e amici.
La notizia

Proseguono le indagini sul doppio omicidio per avvelenamento da ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Nel pomeriggio del 5 ottobre 2026, gli inquirenti hanno fissato nuovi colloqui in questura con parenti e amici del marito di Monia, una docente che in passato era stata vicina a Gianni Di Vita. L'obiettivo è circoscrivere il quadro per individuare le responsabilità di chi ha preparato, portato e somministrato il veleno mortale.

Intanto, la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta, ha smentito categoricamente le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Non è stato individuato alcun indirizzo IP di computer da cui sarebbero partite ricerche sulla preparazione della ricina in polvere riconducibili all'area di Pietracatella. "Nessun computer e nessun indirizzo Ip relativi a ricerche in rete della ricina sono stati individuati dagli investigatori", ha chiarito.


Il contesto

Il caso nasce a dicembre 2025, quando Antonella Di Ielsi e sua figlia 15enne Sara Di Vita muoiono avvelenate con la ricina, una potente tossina naturale. Le due donne si erano recate al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso il 26 dicembre, dove inizialmente fu diagnosticata una gastroenterite. Sara morì la sera stessa, Antonella il giorno seguente. Solo le successive analisi del centro antiveleni di Pavia, concluse dopo tre mesi, confermarono la presenza di ricina a livelli 250 volte superiori alla soglia letale.

Le indagini si sono sviluppate su più fronti. La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato. Tra gli indagati è stato iscritto anche il medico del pronto soccorso che visitò le vittime, insieme ad altri quattro colleghi, per omicidio colposo. Parallelamente, la squadra mobile di Campobasso ha perquisito l'abitazione e gli studi professionali del marito e padre delle defunte, sequestrando oggetti tra cui una borsa e un romanzo. Gli investigatori stanno analizzando ricerche online relative alla parola "ricina" effettuate prima dei decessi, cercando di risalire agli indirizzi IP, dopo che in passato erano emerse discussioni anonime su forum che citavano la necessità di informazioni per scrivere un romanzo.

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