Il governo Meloni pone la fiducia per accelerare l'iter. Opposizioni: "Schiaffo al Parlamento". Voto finale a scrutinio segreto giovedì 8 ottobre.
Il governo di Giorgia Meloni ha posto la questione di fiducia sui primi tre articoli della nuova legge elettorale, accelerando il passaggio alla Camera dei Deputati. Oggi, martedì 6 ottobre, a partire dalle 12:10, iniziano le dichiarazioni di voto sull'articolo 1, seguite dalla votazione per appello nominale non prima delle 14. L'iter prevede mercoledì il voto sul terzo articolo e giovedì 8 ottobre, alle 12:30, il voto finale a scrutinio segreto sull'intero provvedimento.
Le opposizioni hanno duramente criticato la scelta di porre la fiducia, definendola "uno schiaffo al Parlamento". Federico Fornaro (Pd) ha accusato la maggioranza di avere "paura della tenuta della propria maggioranza e del voto segreto". Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato, che devono quindi essere rivotati.
La riforma elettorale, soprannominata "Stabilicum" o "Melonellum", rappresenta uno degli obiettivi principali del governo Meloni. Il percorso legislativo è giunto alla fase finale dopo l'approvazione al Senato, che ha introdotto modifiche significative al testo originario. Tra le principali novità c'è l'inserimento del meccanismo delle preferenze, elemento centrale della riforma che cambia le modalità di espressione del voto.
L'iter è stato caratterizzato da tensioni tra maggioranza e opposizioni fin dall'inizio. Le opposizioni hanno presentato 53 emendamenti, ma il governo ha scelto la via della fiducia per evitare rischi di emendamenti "traditori" e garantire un passaggio rapido. Questa scelta ha precedenti: nel 2017, il governo a guida Pd fece lo stesso con il "Rosatellum". La legge punta a creare stabilità politica in vista delle prossime elezioni, con l'obiettivo dichiarato di arrivare all'"election day" a maggio per le elezioni comunali nelle grandi città.
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